Attraverso le Alpi con la MTB
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La storia ci turba, il nostro sonno è agitato. Ne parliamo il giorno dopo mentre saliamo da Ischgl verso il confine con la Svizzera, passando per la Idalpe, dove i lavori di manutenzione per le piste violentano la montagna. La lunghissima discesa da quota 2700, il punto più alto della nostra traversata, ripaga delle fatiche della salita. L´estasi della velocità e della libertà è uno dei motivi che ci ha spinto ad intraprendere questo viaggio. Dalla Svizzera torniamo in Austria, a Nauders, presso il Passo di Resia. Facciamo tappa nel simpatico paesino, trovando una camera con un letto ed un piumone fenomenali. Il mattino dopo nessuno ha voglia di alzarsi. Il sole splende e il fatto che la tappa di oggi sarà piuttosto piana ci convince ad andare a fare colazione e a dimenticare il tepore del letto.

Oltre 100 kilometri attraversando per il lungo tutta la Val Venosta. Questa è la nostra tappa odierna. Meli, mele, meli e ancora mele. E un caldo che ci eravamo scordati potesse esistere. Solo la vista verso le cime dell´Ortler ci donano un po´di refrigerio.

Pernottiamo a Lana, proseguendo il giorno dopo in direzione Brenta. Il tragitto non ci entusiasma, ci mancano le vallate austriache senza un´anima viva in giro. Da Dimaro saliamo in direzione Madonna di Campiglio, passando per un bel bosco dai profumi intensi. Il tempo peggiora, le guglie del Brenta sono nascoste dalle nubi. Il tempo di una breve pausa ed ecco che cadono le prime gocce. Niente da fare, le torri dolomitiche di questa mitica montagna non sono lì per noi, oggi.

Accorciamo la tappa e proseguiamo sull´odiato asfalto in direzione Valli Giudicarie, arrivando a Storo, il posto tappa, dopo numerose ore sotto l´acqua. La pensione è squallida e non ci piace per niente. Solo la consapevolezza di quello che ci attende l´indomani ci motiva. Sempre che il tempo si rimetta al bello.

 

Dopo la colazione più scarna dell´intera traversata ci mettiamo in marcia di buon´ora in direzione Passo Tremalzo. Il fondoschiena, dopo 7 giorni in sella, duole. Per fortuna la salita avviene su una strada asfaltata bella liscia e poco frequentata. L´asfalto diventa nostro amico, un´eccezione. Alle 11 di mattina siamo sull´ultimo passo del nostro viaggio. E che passo! La mecca dei mountainbiker. La storica strada militare del Passo Tremalzo conduce direttamente fino a Riva del Garda, nostra meta, in circa 1800 metri di dislivello di quasi solo discesa. Punti spettacolari e un´infinità di tornanti vengono salutati dalle nostra urla di gioia.

Il famoso singletrack che porta a Pregasina ce lo "mangiamo" come dei professionisti. E poi arriva un altro pezzo di storia: la strada che da Pregasina porta fino a Riva, scavata nella roccia e direttamente a picco sul blu cobalto del lago. Scendiamo molto lentamente, godendoci il panorama e guardando la meta del nostro pellegrinaggio attraverso le Alpi Orientali. Siamo stanchi e felici di avercela fatta, ma al tempo stesso vorremmo che la traversata non fosse ancora finita. Der Weg ist das Ziel. (La strada è la meta).

Questo articolo è stato pubblicato su Montagnard nel 2003