Giro delle 3 funivie di Bolzano
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Questo itinerario è stato pubblicato su "TuttoMTB" di ottobre 2003.

Roadbook: cliccare qui (excel, 28 kb) e qui per itinerari aggiuntivi.

Come arrivare: autostrada del Brennero, uscita "Bolzano Nord".
Punto di partenza dell'itinerario: parcheggio della funivia "Kohlern/Colle". Usciti dall'autostrada proseguire in direzione centro città. Dopo circa 3 Km svoltare a sinistra sotto l´autostrada (cartello "Kohlern/Colle). Il parcheggio è gratis.

Periodo migliore: tutto l´anno

Cartografia: Tabacco 1:25000 foglio 034 "Bozen - Ritten"

Prezzi delle funivie: circa 3,50 Euro per funivia con bike al seguito.
Tariffe aggiornate, orari delle funivie.

Da vedere: Museo dell'Uomo del ghiaccio (Ötzi), in centro

Pernottamenti consigliati

Bikehotel "Steineggerhof", Oberdorf 128, I-39050 Steinegg
Tel. 0039 0471 376573, Fax 376661
Email: info@steineggerhof.com
Web: www.steineggerhof.com
Albergo della guida di MTB Kurt Resch. Ideale anche per giri nel Latemar.

Bikehotel "Maier", I-39059 Renon, Wolfsgruben 2
Tel. +39 0471 / 345114, Fax: +39 0471 / 345615
Email: hotel@maier.it
Web: www.maier.it

Tschöggelbergerhof
Familie Gamper
I - 39050 San Genesio
Freigasse 8
Tel. 0039 0471 354119
Fax 0039 0471 354076

Ristoranti e locali a Bolzano

Restaurant - Pizzeria "Nußbaumer", Bindergasse 11, Bolzano. Tel 0039-0471-973950
Restaurant/Bar Forst, Goethestrasse 6, Bolzano, Tel. 0039-0471 977243
Restaurant/Bar Vögele, Goethestrasse 3, Bolzano, Tel. 0093-0471 973938
Restaurant/Bar und Bierbrauerrei Hopfen & Co., Obstmarkt 17, Bolzano, Tel.0093-0471
300788
Exil Lounge Cafe', Kornplatz 2, Bolzano, il locale più "in" a Bolzano.

Mercato della frutta, da lunedì a sabato,8.00 -19.00.

Testo e foto: Marco Toniolo


Uomini in giacca e cravatta ci passano accanto non degnandoci di uno sguardo. Bambini con le cartelle più grandi di loro schiamazzano e corrono in direzione scuola. Quattro biker osservano la scena e vanno controcorrente. In tutti i sensi. Mentre la città si rimette in moto, noi ci concediamo un giorno di pausa in sella alla nostra mtb. La gente scende in città. Noi invece saliamo. Fuori dalla routine quotidiana, oggi siamo liberi.
Mille metri di dislivello più in alto. Bolzano pulsa. Possiamo percepire i suoi battiti, udiamo le sua arterie trafficate.

Siamo sul Renon, all'arrivo della funivia. Il sole splende e le vette innevate delle Dolomiti fanno da sfondo a questa mattinata da cartolina. Lo Sciliar sembra essere così vicino da poterlo toccare, non ci fosse la Valle Isarco di mezzo. Kurt Resch, la nostra guida, ci invita a muoverci. La giornata sarà lunga, se si vuole provare l´ebbrezza di tre diverse discese con tre risalite in funivia per un totale di tremila metri di dislivello negativo. La discesa comincia subito, prima su una stradina asfaltata che termina all'imbocco del bosco, poi su una sterrata. Improvvisamente Kurt fa segno con la mano di girare a destra.
Ci lanciamo giù per un sentiero largo un metro e mezzo, con passaggi sconnessi e gradini che richiedono tutta la nostra concentrazione. Giovanna Bonazzi, che non ha saputo resistere alla tentazione di venire a provare questa maratona delle funivie, ha un sorriso estasiato a trentadue denti. I tre uomini che oggi la accompagnano fanno fatica a starle dietro. Tranquilla, su una full da cross country, si lascia trasportare dalla forza di gravità in questa prima discesa della giornata. Il sentiero è una vecchia carrareccia sulla cui pietre si possono riconoscere ancora oggi i segni delle ruote dei carri.

Probabilmente a quei tempi, quando i muli erano gli unici motori che giravano per le nostre montagne, la carrareccia si trovava in uno stato migliore di oggi. Nessun rammarico per noi. Più il sentiero è sconnesso più godiamo. Ogni tanto il bosco lascia spazio ad una piccola radura, ed allora vediamo la città sotto di noi, insieme alla Val Isarco che diventa Val d´Adige subito dopo Bolzano. Essere qui è come trovarsi dietro ad un vetro a specchio. Noi possiamo vedere e sentire la città, lei invece non riesce ad intravvedere noi, perfettamente nascosti dal bosco.
Metro dopo metro planiamo verso i vigneti, là dove il bosco cessa di esistere e la civilizzazione ci riaccoglie nelle sue braccia appiccicose. Il sentiero sbuca su una stradina asfaltata dalle pendenze impossibili. Si nota subito la differenza fra i muli e i trattori, fra la sintonia con la natura dei nostri nonni e quella dei motori a scoppio. I freni a disco urlano pietà. Non ce ne sarà per loro oggi. Dopo 500 metri in piano ci troviamo infatti alla stazione a valle della prossima funivia, quella che ci porterà a San Genesio.

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