Giro delle 3 funivie di Bolzano
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Anche questa funivia viene usata come un tram o un metrò. Di mattina presto e dopo l´orario di lavoro si vedono molti pendolari nella loro routine quotidiana. Adesso, sono circa le 11 di mattina, siamo noi gli unici passeggeri. Carichiamo le quattro bici nella stretta e lunga cabina e ci apprestiamo a fare i poco faticosi prossimi mille metri di dislivello in salita. La cabinovia sfreccia molto veloce al di sopra di vigneti a terrazze e di belle ville con piscina in posizione panoramica. Un posto da sogno dove abitare, pensiamo tutti. Soprattutto se i sentieri sono tutti come quello che abbiamo appena divorato.

Questa volta però la discesa si farà aspettare. Dobbiamo pedalare in piano ed in salita per qualche chilometro prima di lanciarci giù per l´ennesimo sentiero dimenticato da Dio. La prima parte inganna. Quasi in piano e senza difficoltà tecniche il tracciato invita a quello che gli americani definirebbero "cruising", navigare tranquillamente. La musica cambia dopo pochi minuti. La pendenza diventa di quelle degne di una pista da sci, le pietre sconnesse e i tornanti non danno tregua. I dischi dei freni sono roventi, ci fermiamo a far riposare braccia e gambe. Chi ha mai detto che andare in discesa non sia faticoso? "Non pensate di aver raggiunto la massima pendenza per oggi… la terza discesa vi farà rimanere a bocca aperta".
Con queste parole Kurt ci conduce verso la pausa pranzo sulle piste ciclabili del capoluogo altoatesino. Spingendo le bici fra la folla attraversiamo il coloratissimo mercato della frutta, dove le bancarelle sono così cariche che sembrano volersi spezzare da un momento all'altro, passando per alcuni caratteristici vicoli di Bolzano. In uno di questi troviamo una pizzeria con dei tavoli al sole e cogliamo l´occasione per ricaricare le batterie prima del gran finale. Le nostre facce portano un sorriso stampato che sembrerebbe dovuto a delle droghe. È il segno dell'ebbrezza da singletrail, unita alla raffinata soddisfazione di aver trovato dei percorsi del genere così vicino alla vita di tutti i giorni. Non stiamo parlando del giro da dopolavoro. Si tratta di lunghe discese di cui sognare nei giorni senza bike. Una specie di tesoro scoperto quasi per caso.

 

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