Giro delle 3 funivie di Bolzano
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L´ultimo di questi gioielli ha come punto di partenza la funivia che porta al Colle di Bolzano. È così vicina all'autostrada del Brennero, una delle autostrade da me più battute, che mi chiedo come abbai fatto a passarmi inosservata per tutti questi anni. I cavi della teleferica sono inequivocabili, così come la torre panoramica in legno in cima al Colle. Mai e poi mai avrei pensato che attorno a Bolzano si trovasse una tale rete di sentieri ciclabili.

"La funivia adibita al trasporto di persone più vecchia del mondo". Questo cartello ci accoglie all'ingresso della stazione a valle. "Speriamo che nel frattempo l´abbiano rinnovata", ci diciamo ridendo. Le fotografie d´epoca mostrano una specie di cesto da mongolfiera in cui siedono signore dagli ampi vestiti e con cappello da regina d´Inghilterra e uomini dai baffi arzigogolati e con tube di varie forme in testa. 1908: questo è l´anno di inaugurazione della funivia. A quei tempi nessuno avrà mai pensato che circa 100 anni più tardi dei biker avrebbero usato la cabinovia per discese rompicollo. Il gestore è gentilissimo e organizza una corsa solo per noi. Per la terza volta, oggi, vediamo Bolzano diventare piccolina sotto i nostri piedi e ci troviamo in mezzo ai fitti boschi che circondano la città. Dopo qualche metro in salita ci prepariamo ad una discesa kamikaze. Attendiamo tutti trepidamente il pezzo ripido promesso da Kurt. Dopo l´abituale orgia di passaggi tecnici e di serpentine eccoci su un sentiero scavato nella roccia. Anche qui vediamo che le pietre portano il segno del passaggio dei carri. Rimaniamo stupefatti dopo una curva.

La vecchia carrareccia sembra scomparire sotto le nostre ruote e si getta con una pendenza mostruosa in direzione Val d´Adige. Per di più le pietre qui sono molto lisce. Col bagnato non si riuscirebbe neanche a stare in piedi. Ciò viene confermato dal cavo in acciaio fissato nella roccia alla nostra destra. Alla nostra sinistra, invece, gli alberi fanno da parapetto naturale e ci danno la sicurezza sufficiente per la discesa. Uno dopo l´altro proviamo l´ebbrezza di queste montagne russe naturali. Ci fermiamo sotto "il muro" e ci giriamo per vedere ancora una volta quanto fosse ripido, come se non ci volessimo credere. Il sentiero prosegue più tranquillo ma mai noioso, concedendoci degli scorci fantastici sulla città e sui monti che la circondano. Un vero eldorado per i mountainbiker.