| Giro del Gran Paradiso |
L´itinerario complessivo é per biker esperti di terreno d´alta montagna e con ottima tecnica e condizione. Tutte le info si riferiscono a settembre 2001.
Per informazioni attuali cliccare qui
Questo itinerario è stato pubblicato su "Bici da Montagna"
di giugno 2002.
Qui potete trovare tutte le informazioni che desiderate, compresa l´altimetria.
Se avete altre domande mandateci una mail.
Periodo consigliato: agosto e settembre
Punto di partenza: Valsavarenche (AO).
Come raggiungerlo: in Autostrada fino ad Aosta, proseguire sulla statale
verso il tunnel del Monte Bianco fino a Villeneuve, da lí imboccare
a sinistra la strada che si inoltra in Valsavarenche.
Cartografia: Istituto Geografico Centrale, 1:50.000 "Il parco
nazionale del Gran Paradiso".
Meteo: Tel +39-0165-44113
Dove pernottare
Valsavaranche: Bed and Breakfast "Le Meleze". Localitá
Bien 11. 11010 Valsavaranche. Tel: +39-0349-7801409.
E-Mail: lemeleze@tiscalinet.it
Web: www.bedbreakfastalp.it
Cogne: in una delle numerose pensioni del paese
Ceresole Reale: Hotel "Chalet del lago", Pian della Balma 10. Tel +39-0124-953128
Pullman da Pont Canavese a Ceresole Reale
La fermata è nella piazza principale del paese. L´ultimo pullman
parte alle 18:30. Tempo di percorrenza: circa 1 ora. Il trasporto delle bici
è gratis.
Testo e foto: Marco
Toniolo
La dinastia dei Savoia ha influenzato la storia d´Italia fino agli
inizi del secolo passato. Più in piccolo, lasciando perdere le questioni
politiche, grazie ad essa si è per esempio riusciti a salvare lo stambecco
dall´estinzione. Ironia della sorte, proprio per la passione della caccia
d´alta quota dei sovrani lo stambecco è stato dichiarato "protetto".
Solo il re e la sua corte avevano il permesso di abbatterlo.
Quale Savoia avrà però mai pensato di riuscire a creare un divertimento
per le generazioni del ventunesimo secolo che si muovono per i monti in sella
ad una mountainbike? Infatti, grazie alla passione per la caccia di Vittorio
Emanuele II, sono state fatte costruire circa 150 anni orsono delle spettacolari
carrereccie che servivano al re per muoversi a cavallo durante le sue battute
di caccia nei pressi dell´attuale Parco Nazionale del Gran Paradiso.
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| Salita al Col Lauson |
Incurante di quanto fossero ripidi i fianchi delle montagne, il genio militare progettò dei sentieri dalla pendenza costante che si inerpicano tutt´oggi oltre i 3000 metri d´altitudine. Certo, alcuni di essi, soprattutto sul lato piemontese, sono in cattivo stato. Altri però incarnano il sogno di ogni mountainbiker. Sentieri larghi più o meno un metro, mai veramente ripidi, che dal fondovalle cercano un posto dove scollinare presso un colle solitario d´alta montagna, muovendosi in paesaggi alpini da cartolina. Devo già anticiparvi la libidine violenta di una discesa interminabile su uno di questi serpenti in terra battuta?
Cominciamo dall´inizio. È un inizio freddo, che coincide con la salita alla cima del Gran Paradiso (4067 metri, Granpa per gli amici) con lo snowboard nell´aprile del 2001. Fra una curva in neve fresca e l´altra il sottoscritto si ferma ad ammirare queste montagne così selvagge e si chiede se deve proprio aspettare il prossimo inverno per tornarci. Escludendo infatti la variante trekking, rimangono poche possibilità di avvicinarsi al parco nazionale più antico d´Italia.
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| Marco e la Madonnina del Granpa (4061m) |
In teoria. È proprio un articolo sul trekking che risveglia la mia
attenzione. Si parla di "strada reale" e di battute di caccia a
cavallo da parte di Vittorio Emanuele II. Rispolverata la cartina topografica
dell´inverno precedente noto subito che quasi tutti i sentieri presentano
innumerevoli serpentine. Buon segno, normalmente. Serpentina vuol dire poca
pendenza. Qualche ricerca in internet, un paio di email con i locals (grazie
a Beppe Busso!) ed ecco pronta la circumnavigazione del Gran Paradiso in mountainbike.
Sulla carta. In pratica non sapevo molto sulla percorribilità di alcuni
passi e temevo di dover passare su grossi nevai, date le abbondantissime precipitazioni
nevose dell´inverno precedente. Lorenz Psaier mi accompagna in questa
piccola spedizione.