| Giro del Gran Paradiso |
Prima tappa: Valsavaranche - Eaux Rosses - Col Lauson - Cogne. 26
Km, 1630 m di dislivello in salita.
Meteo deve essere sicura, data l´altitudine (sui 3300m), ultimi 300
metri di dislivello prima del Lauson si spinge/porta la bici. Il resto é
praticamente tutto pedalabile su un bellissimo sentiero. Dimenticavo: i primi
800 metri da Eaux Rosses (NON di dislivello!!) sono stati distrutti dall´alluvione.
Si spinge..... nel bosco comincia la pedalata. Dopo il rifugio Sella (in direzione
Cogne) il sentiero diventa molto tecnico.
Seconda tappa: Cogne - Finestra di Champorcher - rifugio Dondennaz
- Col Larissaz- Piamprato - Pont Canavese - Ceresole Reale. 57 Km, 1710 m
di dislivello in salita. Da Pont Canavese a Ceresole Reale con il pullman
(vedi sotto).
Gli ultimi 200 metri di dislivello prima della Finestra si possono fare in
sella, sono peró molto faticosi. Salendo al Col larissaz si ha una
visuale magica sul Rosa e sul Cervino. Ambiente incredibile. La discesa dal
Larissaz a Piamprato si fa quasi tutta a piedi (1 ora e mezza), dato che il
sentiero é stato distrutto da vacche e alluvioni varie...Da Pont Canavese
a Ceresole prendere il pullman, dato che i tunnel sono ripidi, lunghi, trafficati
e pericolosi. La strada vecchia che passava fuori dai tunnel é stata
spazzata via dall´alluvione.
Terza tappa: Ceresole Reale - Piano del Nivolet - Casa di caccia di
Aouilles - Costa del Manteau - Lago Djouan - casa di caccia Orveille - sentiero
numero 8 fino a Valsavarenche. 44 Km, 1550 m di dislivello in salita.
La strada asfaltata fino al Nivolet é deserta al mattino presto. Ambiente
straordinario. Finita la sterrata del Nivolet rimanere in costa e, seguendo
tracce di sentiero, arrivare fino alla casa di caccia di Aouilles (ben mimetizzata!!!!).
Il sentiero reale corre circa 150 metri di dislivello più in alto (spingere).
Seguire gli ometti di pietra. Da qua si pedala fino al Manteau. Tavolta bisogna
spingere in discesa fino al lago Djouan, poi bellissimo e facile fino a Valsavarenche.
Mi raccomando prendere il sentiero nr. 8, e non quello che da Orvielle si
getta a capofitto in valle!!!!
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| Discesa dal Col Lauson |
Arriviamo a Valsavaranche nel tardo pomeriggio di un afosissimo (in pianura)
giorno di fine agosto. Ci reidratiamo con qualche birra al mitico Pub "L´Abro
de la Leunna", ritrovo degli arrampicatori su ghiaccio della valle. In
inverno naturalmente. Oggi gli avventori si contano sulle dita di una mano.
Chiediamo informazioni sulla percorribilità del Col Lauson (3296m),
dove il giorno dopo vogliamo transitare per poi planare su Cogne. La barista
tira fuori una guida di mountainbike del 1990, dove viene descritta la salita
al Col Lauson. Non crediamo ai nostri occhi. Avidi leggiamo la descrizione,
che si ferma però a 300 metri di altitudine sotto il passo. L´itinerario
prevede infatti la discesa sulla via di salita.
Rincuorati, per lo meno sappiamo che il sentiero in salita è percorribile
in bici, andiamo a dormire per poi svegliarci all´alba ed iniziare la
nostra avventura.
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| Casa reale di caccia |
L´aria del mattino è frizzante, non c´è nessuno in giro quando noi partiamo da Valsavarenche. Imbocchiamo il sentiero per il Col Lauson, e per poco non ci viene un colpo. Impossibile stare in sella. Il ciottolato, un tempo probabilmente perfettamente spianato, è completamente sconnesso. Gli anni e la terribile alluvione del 2000 hanno dato il loro contributo a distruggere il sentiero. Non ci scoraggiamo e spingiamo le mtb per circa 800 metri in piano fino all´inizio del bosco. E lì il cuore prende a battere forte. Non solo per la salita, che in quel punto comincia, ma soprattutto alla vista della fantastica mulattiera in terra battuta che pazientemente si inerpica nel bosco di pini. Metro dopo metro guadagniamo altitudine fino ad arrivare ad una cappella a quota 2300. Il paesaggio è fantastico. Un´ampia vallata piuttosto piana si apre davanti a noi, i raggi del sole, che lentamente compare da dietro le cime, sembrano volerci toccare e sollevare verso la nostra meta.
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| Un´alba da sogno.... |
Dopo l´obbligatoria foto session proseguiamo estasiati alla vista di quello che ci aspetta. Vediamo il sentiero salire in lontananza, numerose cascate scrosciano rumorose attorno a noi ed i primi stambecchi non tardano a farsi vedere. Passiamo a pochi metri da loro. Non hanno paura dell´uomo, sono consapevoli di essere una razza protetta e manco ci degnano di uno sguardo. L´altimetro segna i 3000 metri, l´aria si fa fine, ma noi non scendiamo dalle bici. Ogni tanto ci voltiamo indietro per ammirare la lunghissima striscia bianca che abbiamo percorso stamattina. Completamente in sella!
Adesso riconosciamo chiaramente il Col Lauson. Un´enorme pietraia ci separa dalla vetta della giornata. 250 metri di dislivello impedalabili a causa delle rocce sconnesse. Bici in spalla sudiamo le nostre brave sette camicie per arrivare agli agognati 3296 metri. Non fa freddo, ci godiamo la sospirata pausa sul passo in maglietta a maniche corte.
Quel che viene adesso è da manuale di mountainbike. Dopo pochi metri
a spinta il sentiero si lascia percorrere docilmente sui pendii sovrastanti
il pianoro su cui giace il rifugio Quintino Sella (2584m). Con l´acquilina
in bocca per il meritato pranzo ci godiamo la discesa, i pochi pezzi sconnessi
vengono appiattiti senza pietà dalle nostre full suspension, le serpentine
non sono mai troppo strette e si lasciano talvolta superare con una bella
derapata.
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| Discesa dal Rif. Sella |