L'uomo venuto dal ghiaccio
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Partiamo da Certosa (1327 m), che in tedesco si chiama Karthaus. Questo nome mi rimanda immediatamente a Cartago, la Cartagine di Annibale. Che sia passato pure lui di qua con i suoi elefanti? Iniziamo cosí, sotto un cielo azzurro di fine agosto, la nostra lunga salita in direzione Eisjöchl (2895 m). Passo del ghiaccio, questa è la traduzione della nostra meta odierna. Non riesco a rabbrividire sulle pendenze da 18% della stradina asfaltata che ci conduce attraverso la Pfossental. Al contrario, rivoli di sudore scendono dalle nostre fronti. Per fortuna qui non manca l´acqua.

Passiamo un paio di case prima di proseguire su una sterrata un po´meno ripida. Sembra di essere in un posto dimenticato da Dio. A parte qualche malga e tante mucche la valle è disabitata. Lo scroscío delle innumerevoli cascate accompagna le nostre fatiche.
Uno degli ultimi avamposti della civilizzazione è dato dalla Rableitalm (2004 m). La bellissima malga offre la possibilità ai viandanti come noi di rifocillarsi prima dell´attacco finale al passo. L´ex sindaco di Naturno, proprietario e ristoratore, ci domanda cosa vorremmo da mangiare. Gli facciamo presente che la domanda dovrebbe venire formulata al contrario, e cioè cosa non vorremmo avere. Accompagnando il tutto con litri di Apfelschorle (succo di mela con acqua minerale), ci rinvigoriamo con un enorme piatto di spaghetti e con un Apfelstrudel fatto in casa. Alla faccia delle barrette energetiche. Quelle verranno bene successivamente…..
Poco dopo la Rableitalm comincia la famosa (o famigerata?) mulattiera militare. All´inizio questa è percorribile senza grossi problemi, man mano che si sale diventa però più stretta e a volte sconnessa. Guadagnamo lentamente quota, ci lasciamo gli ultimi alberi dietro di noi. Serpentina per serpentina combattiamo contro la forza di gravitá che ci vorrebbe spingere giù in valle. Pian piano si fa sentire l´aria rarefatta d´alta quota, il panorama diventa al tempo stesso una buona ragione per fermarsi e fare una pausa. Il sentiero diventa sempre più tecnico man mano che saliamo. E poi eccoci in cima. Poco sotto di noi, dall´altra parte della montagna, troneggia il rifugio Petrarca. Tratti del sentiero sono ancora ricoperti di neve quassù. Passo del ghiaccio appunto.


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