Premessa
Da circa due anni é vietato circolare con la MTB sulla maggior parte
dei sentieri che circondano le tre cime di Lavaredo. Unica eccezione: il sentiero
/ strada che va dal rifugio Auronzo al rifugio Locatelli. Ció vuol dire
che il biker puó salire fino alle tre cime seguendo la strada asfaltata
che parte dal lago di Misurina, ma che non puó scendere per uno degli
spericolati singletrails che conducono a valle. Guardando la popolazione che
frequenta le tre cime si giunge ad una semplice conclusione: i mountainbiker
disturbano la "quiete" dei pensionati che si fanno scarrozzare per bus fino
al rifugio Auronzo. Non dimentichiamo che il pedaggio per il pezzo di strada
asfaltata Misurina-Auronzo costa 30mila lire a macchina. Meglio poi che non
vi dica cosa costa una Coca Cola od un caffé al rifugio. Insomma: money-money-money.
I biker portano pochi denari nelle casse (fin quando non verrá introdotto
il pedaggio per le bici) e spaventano gli impavidi montanari da bus sfrecciando
per i sentieri. Prima che qualche pensionato potesse morire di infarto si é
pensato bene di bandire le bici dalle tre cime.
O almeno cosí credono......
Senza fare insperati piaceri all´INPS e senza farci beccare dai carabinieri
siamo riusciti a scendere a valle per uno dei sentieri chiusi alle mountainbike.
Seguite le nostre istruzioni e ce la farete anche voi. Le tre cime di Lavaredo
verranno riconquistate!
Attacco
Punto di partenza del nostro giro é il rifugio Pederú, 10 km ad
est di S. Vigilio di Marebbe. Potete parcheggiare la macchina nell´ampio parcheggio
adiacente al rifugio e, mentre preparate le bici alla missione, dovreste spararvi
a tutto volume la canzone dei Limp Bizkit "Take a look around", ovvero la versione
metal/hip/rap della musichetta della famosa serie televisiva. Una volta in sella
(e spenta l´autoradio) ci dirigiamo verso il rifugio Fanes, che ci lasciamo
alle spalle per arrivare al passo di Limo.
Chiaro, il gruppo del Fanes ha poco a che vedere con le tre cime di Lavaredo,
ma questo é un itinerario per randagi, quindi deve essere un po´ duretto,
no?
Da lí comincia la nostra planata in direzione Cortina. Lo so che voi
avete solo le tre cime di Lavaredo in testa, ma uno sguardo alla Tofana di Roces
sulla vostra destra non é sprecato. Cosí come non é sprecata
una breve visita a piedi alla ferrata "Barbara", che passa dietro una cascata.
Vi assicuro che si rimane asciutti, anche se dalla foto non si direbbe.
007
nascosto dall´acqua
Passando vicino ai resti del castello Hubertus il nostro agente proseguirá
sul Bahnweg (ital: via della ferrovia, che peró non c´é) fino
a Schluderbach e da lí piglia a destra per il lago di Misurina. La strada
che porta alle tre cime non si puó sbagliare: non é larga come
l´Autobrennero ma quasi, in modo da permettere ai pullman di portare i loro
carichi di montanari estremi all´ Auronzo.
007 non paga pedaggio se pedala. La salita é piuttosto ripida, ma la
forza di gravitá delle tre cime vi fará volare. Il panorama dei
tre dentoni cariati ripaga di ogni fatica e la sterrata che conduce al rifugio
Lavaredo, nostra meta della giornata, é pianeggiante, in modo da permettervi
di ammirare lo spettacolo.
Nel caso non incontriate una bella spiona russa anche lei in missione segreta,
spero per voi che vi siate perlomeno portati da casa Molly Penny, dato che il
rifugio Lavaredo é accogliente e offre un tramonto (ma soprattutto un´alba)
sotto le tre cime da mille e una notte.
Vi parlo di alba perché, se volete concludere la missione con successo,
dovete lasciare suonare la sveglia molto presto, prima che l´armata dell´INPS
venga scaricata dai pullman. In questo modo potete giungere inosservati e senza
quasi incontrare anima viva fino al rifugio Locatelli. Le uniche anime vive
giá in giro sono gli arrampicatori, che peró non rompono le balle
ai biker.
1 = spigolo giallo (6) ; 2 = Via con il camino Fehrmann (4+)
Dal rifugio Lavarella ci si fionda nella valle di Rienza e qua si vede l´agente
con un ottimo repertorio tecnico e abbastanza incosciente da saltare le grosse
pietre adibite a canaletti per l´acqua. L´autore é riuscito a rompersi
un dito saltando in questo modo. D´altra parte, quale agente non si ferisce
durante una missione? Vi consiglio in ogni modo di spingere la bici ogni tanto,
se non altro per preservare il (micro) film della missione. Il downhill diventa
via via piú facile per concludersi presso il ristorante "Drei Zinnen
Blick".
Qui salutiamo le tre cime e torniamo al castello di Hubertus. Si prosegue per
il Rifugio Ra Stua e il rifugio Sennes prima di incontrare l´ultimo ostacolo
della misione: l´orribile mostro di cemento che, ripidissimo, conduce al Pederú.
Chi supera incolume anche quest´ultima prova puó aprire la macchina e
suonare di nuovo a tutto volume la musica di Mission Impossible.
Alla prossima missione.
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Testo e idea di Marco
Toniolo. Adesso mi arrestano....
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