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Per
la cronaca:
Cronaca
(seria) della gara
Percorso
nervoso e vario: 2430 m
di dislivello, 16 km di
sviluppo, cinque salite
ed altrettante discese,
quattro cambi pelle,
tratti in couloir ed in
cresta da fare a piedi,
discese con pendenze
sino a 40°. I francesi
Blanc-Sbalbi chiudono
con il tempo
impressionante di ore
2.24.12, secondi con un
distacco di mm 4.29
ancora due francesi
Gignox-Brosse. Primi
italiani 6esti on un
distacco di mm 13.39
sono Boscacci-Murada;
11esimi, a mm 21.10,
Nicolini-Mezzanotte,
tallonati da
Dorfmann-Santin. Le
ragazze italiane
Morotti-Pedone hanno
terminato in ore
4.08.42.
I
Libericorridori stanchi
e soddisfatti,133esimi
in 4.09.39
159 team
arrivati al traguardo.
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Ciao amici di freeridespirit.com
e di bike&board.net,
Piů a caldo di cosě si muore!
Ho chiuso la gara da
poco meno di 4 ore e sono qui davanti alla tastiera che
cerco di comunicare le sensazioni che mi ingolfano la
testa. Dani dormicchia e Marco č disperso in qualche
angolo con il suo portatile a sistemare le foto.
Giornata fantastica di
sole, sin troppo calda in alcuni momenti, percorso da
favola con viste panoramiche sino al massiccio del Monte
Bianco.
Cronaca semiseria
della gara.
Daniele il
pantagruelico si scatena, Grande Pancia tenta di tenere il
ritmo, povero illuso, perde il contatto e tiene
sottocontrollo la tutina verde ramarro del socio. I
maligni mormorano che tenesse sottocontrollo le tutine
giallo sole dell’equipe francese Laetitia-Sandrine. I
primi 837 metri sono lungo una pista da sci, con ripidi
muri che piegano Grande Pancia, scollinano in 53 minuti e
si gettano nella prima breve discesa. Lungo la seconda
salita si ripete la stessa scena sino a collinare al Col
de la Grande Jounče, in fondo alla discesa arrivano al
primo cancello pimpanti ed in abbondante anticipo. Inizia
la terza salita, nell’ultimo tratto da fare con gli sci
sullo zaino Pantagruel perde il bastoncino, nel tentativo
di recuperarlo si stacca una slavinetta di neve marcia,
risultato: bastoncino perso, un po’ di spavento, 15 minuti
persi, ma Grande Pancia si riposa per ben benino.
Ripartono e tengono il ritmo, si emozionano sulla
meravigliosa cresta che pota alla vetta della Grande
Journče, dove incontrano Rabelais, attrezzato di tutto
punto: macchine fotografiche al collo e snowboard ai
piedi. Una vera mosca bianca, unica ed inimitabile.
Ripartono per l’ultima salita, Dani tira, ma Grande Pancia
perde il contatto, i soliti maligni dicono che volesse
venire riacciuffato dalla conterranea Rosa, con cui si fa
fotografare prima dell’ultima discesa.
Partono a nastro con
le gambe imballate, ma li attende solo l’ultima discesa,
1200 m fantastici, dove Daniele si imbarca per ben due
volte, ribaltando spettacolarmente.
State in line
MAurizio
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