| Freeriding Andermatt |
Il cellulare scotta. Avrò chiamato mezzo arco alpino per disdire i programmi già stabiliti e per organizzare i prossimi giorni. È la volta di Andermatt. Ci offrono ospitalità e skipass per la durata del nostro soggiorno. Prendiamo il treno per passare sotto il Furkapass, dopodichè siamo in un battibaleno nel paesino presso il Passo del San Gottardo. Poca neve, cielo grigio e una caserma in cui pernottare. Le premesse non sono delle migliori. Affoghiamo i nostri dispiaceri in qualche birra nel bar "Spycher".
In men che non si dica ci troviamo al tavolo dei locals del posto. Altri turisti a parte noi due non ce ne sono qui. Tom, Benz e le simpatiche cameriere del bar (..) ci fanno sentire come a casa nostra. I primi due sono due incalliti snowboarder che conoscono ogni fuoripista del luogo. Benz ha addirittura un negozio di snowboard, a metà fra l´hippy e il professionale. Una cartina viene stesa sul tavolo, fra boccali di birra vuoti e mozziconi di sigarette. Avrei da fotografare per i prossimi due mesi, se sto a sentire loro. Mi manca però la materia prima, la benedetta neve. Il Spycher chiude i battenti, io e Flow ci ritroviamo per strada ad un´imprecisata ora della notte alla ricerca della nostra caserma in cui dormire. Piove.
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La caserma è stata adibita a "Casa per i turisti". Facciamo
colazione in una specie di mensa. Un vecchio col cappello in testa al tavolo
di fianco fuma un sigaro e beve un quartino di vino rosso. Emana una puzza
da enoteca. Sono le otto del mattino. Lanciamo uno sguardo fuori dalla finestra
e non capiamo. Non si vede niente, tutto bianco. Nebbia? Vetri appannati?
A momenti spacchiamo le finestre a pugni dalla gioia.
Fiocchettoni di neve stanno cadendo su una superficie già bianca, la
strada di ieri sera è scomparsa e le tracce delle gomme di una macchina
testimoniano che la nevicata è già in corso da qualche ora.
Usciamo per toccare con mano il ritorno dell´inverno, come se avessimo
paura di lasciarcelo scappare di nuovo. Stavolta però non sarà
lui a sfuggirci di mano, è lui che ci ha in pugno.
Per tre lunghi giorni Andermatt viene sepolta dalla neve.Caserma, bar, negozio di snowboard, bar, caserma. Traduzione: dormire, birra, studio delle cartine, birra, dormire. Ogni tanto entra la variabile supermercato, tradotta in cibo. Giorno dopo giorno vediamo il bollettino valanghe aumentare l´indice di pericolo di un grado. Siamo al livello 4 tendente al 5 quando il sole si fa vedere. La giornata scorre lenta, le esplosioni per il distacco controllato delle valanghe segnano il passare delle ore. Dobbiamo rimanere in pista, o meglio al bar del rifugio. Tenere alto lo spirito di Flow è come tentare di far correre uno stallone in un maneggio di quattro metri di diametro. "Abbiamo atteso così tanto, sapremo gustarci l´attimo", gli dico io.
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Itinerari di freeride
Tutti gli itinerari di freeride partono dalla stazione a monte della funivia
"Gemstockbahn", ad una quota di 2963 metri. Tutte le indicazioni
si intendono con le spalle a monte.
1) Felsental: dalla funivia scendere seguendo al pista rossa che porta
in direzione "St. Anna Gletscher" (ghiacciaio di S. Anna). Quando
si giunge alla halfpipe tagliare il pendio verso sinistra stando in quota
fino a raggiungere una valletta che scorre parallela alla pista. Da qui in
poi scendere in direzione valle facendo attenzione ai diversi ripidi pendii
alla vostra sinistra. Quando inizia la vegetazione (arbusti) tagliare dritto
fino alla strada. Ritorno alla funivia a piedi (circa 1 km e mezzo) o con
il bus.
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2) Unteralp: itinerario che ricorda una gita di sci alpinismo. Scendere
direttamente in direzione est nei pendii di neve fresca sottostanti la piazzola
di arrivo della funivia. Terminata la parte più ripida, intorno a quota
2000, seguire la valle "Unteralp" in discesa fino ad Andermatt.
Questo itinerario richiede una neve molto ben assestata.
3) Gurschen Gletscher: dalla funivia tenere la destra e puntare verso il Lutersee (Skilift). Dopo una traversata in piano salire a piedi sulla cresta. Da qui ci sono due possiblità: scendere diritti per poi ricongiungersi alla B-Russi-Run o continuare ad attraversare fino alla prossima cresta. Da qui scendere fino al Lutersee.
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