| Pizzo Arera (m 2512) e Corna Piana (m 2302) |
Sommario: Gita classica in ambiente dolomitico, da effettuarsi esclusivamente con neve assestata. Prestare attenzione nel tratto finale del canalino e della cresta che porta in vetta al Pizzo Arera, che presenta difficoltà alpinistiche. Il vallone del Mandrone che scende a nord-ovest, dinverno resta sempre in ombra, molto spesso si trova dellottima neve polverosa, se non saprete resistere, la gita si può allungare ed arricchire con questa fantastica discesa magari sino alle baite di Vedro (m 1672), calcolare quindi un dislivello aggiuntivo sino a circa 600 m. Vista lesposizione litinerario può essere percorso anche in stagione avanzata.
Gruppo: OROBIE
Valle: VALLE SERIANA
Provincia: BERGAMO
Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione valle seriana - Albino, Ponte Selva, Ardesio, Val Canale
Punto di partenza: Parcheggio al termine della strada asfaltata oltre Valcanale, in stagione avanzata proseguire lungo la sterrata sino alla sbarra e oltre
Difficoltà: buon snow-border
Esposizione: est e ovest
Dislivello: m 1173 al colle + m 79 per la cima del Corna Piana + m 289 per la cima del Pizzo Arera
Tempo di salita: h 4,00 + 0.30 perla cima di Corna Piana
Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80 itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS
Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo, Valle Seriana
Periodo consigliato: gennaio - aprile
Materiale consigliato: ramponi e piccozza
Text by:
Maurizio Panseri
Foto by:
Maurizio Panseri

DOS GARDENIAS PAR A
Mentre salgo, solo, sotto le stelle, i suoni
cubani dei Buena Vista Social Club ancora mi risuonano nelle orecchie
e ritmano il mio respiro ed il mio passo. Momenti magici, allorizzonte
si percepiscono i primi chiarori: è laurora. Nellabetaia
rimbalzano i richiami degli uccelli, il bosco si risveglia. Le cime intorno
a me prendono forma e le incombenti pareti dolomitiche dellArera si
colorano di un rosa tenue che diventa rosso acceso, quando il sole sorge alle
mie spalle. Ben presto il sipario di luce scende dai torrioni rocciosi lungo
il versante innevato e mi investe; i pendii, i crinali, le conche, le dorsali
attorno a me acquistano una profondità inaspettata, la neve con la
prima luce e le sue ombre lunghe, rende tutto più morbido, più
dolce. Mi ritrovo al colletto di Corna Piana, la neve è dura, ma so
che il sole di questa neonata mattina mi regalerà alcuni centimetri
di firn da favola. Alla mia sinistra si apre lombroso e severo vallone
del Mandrone, coronato dai pinnacoli e dalle creste rocciose del Pizzo Arera.
E ancora presto per tornare al freddo, mi godo il tepore del primo sole
sulle spalle e salgo alla vicina anticima del Corna Piana, e senza pesi percorro
la breve e divertente cresta rocciosa che porta alla vetta.
Torno sui miei passi, scendo al colle e riparto lungo la dorsale opposta,
a malincuore abbandono il sole ed entro nel Mandrone, ma che sorpresa! Chi
lavrebbe mai detto? Sprofondo e batto traccia in trenta centimetri di
fresca, il pendio si fa sempre più ripido sino ad incunearsi in uno
stretto canalino che, sempre più stretto, porta sulla cresta nord.
Lascio gli scietti alla base del canalino, mentre la tavola non abbandona
il mio zaino, al suo termine devo bucare una bella cornice, prima di ritrovarmi
nuovamente al sole, salire la nevosa cresta finale e godermi un panorama indescrivibile.
La discesa ve la lascio semplicemente immaginare
SALITA
Dall'abitato di Valcanale (m 1050), al termine della strada asfaltata, imboccare
lo sterrato che entra nel bosco (se non c'è neve è possibile
proseguire in auto sino al ponte sul torrente Acqualina a quota 1085 m). Abbandonare
la deviazione per il Rifugio Alpe Corte e, attraversato il ponte, proseguire
oltre la sbarra, lungo la strada che porta agli impianti di risalita, da alcuni
anni in stato d'abbandono. Giunti sul piazzale della vecchia stazione sciistica
a quota 1200 m, risalire le piste abbandonate in direzione ovest, in caso
di innevamento scarso è preferibile la pista di sinistra e non quella
che percorre il fondovalle. Risalite le piste sino al loro termine (m 1600),
proseguire lungo un ripido vallone che porta in prossimità della cresta
che scende dallo spigolo est del Corna Piana, la pendenza diminuisce e si
entra in un'ampia conca racchiusa tra le pareti del Corna Piana (a nord) ed
i contrafforti rocciosi del Pizzo Arera (a sud). portarsi sino sotto il passo
di Corna Piana e raggiungerlo risalendo i ripidi pendii a nord. Giunti al
colle (m 2223), sulla destra si possono risalire i pendii terminali del Corna
Piana e con facile arrampicata la cresta sino alla croce di vetta (m 2302).
Piegare a sud e risalire la dorsale che scende dalla cresta nord del Pizzo
Arera, giunti su di un dosso entrare con una diagonale, nell'ampio vallone
del Mandrone, chiuso in alto dai torrioni rocciosi del Pizzo Arera, risalire
il ripido pendio sino ad individuare un canalino nevoso, che conduce sino
sulla cresta nord. Lasciati gli sci o lo snowboard, percorrere il canalino
e poi la cresta in direzione sud sino a giungere in vetta.
DISCESA
Godetevela. Logicamente lungo litinerario di salita.