Freeriding Arlberg - Lech e Zürs
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Hasenfluh

Questa é una montagna che dovrebbe essere presente in ogni stazione sciistica del mondo: si lascia sciare su tutti i sui versanti ed é facilmente raggiungibile con la seggiovia. Chi viene per la prima volta a Zürs noterá subito i pendii senza tracce (al mattino) al di sopra del parcheggio. Ebbene si, si puó scendere fino in macchina in neve fresca! Ecco come.

Variante A: prendendo la seggiovia Muggengratbahn si segue la pista numero 7 fino ai piedi del primo muro. Da qui si lascia la pista e si prosegue tenendo la sinistra tagliando tutto il fianco meridionale dell´Hasenfluh. Si giunge ad una piccola sella e voilá, ecco sotto di voi circa 700 metri di dislivello che vi porteranno fino a Zürs. Ognuno potrá scegliere la sua linea, facendo solo attenzione a cliffs piú o meno grandi.

Variante B: direttamente sotto l´arrivo della seggiovia Muggengratbahn si attraversa tutto il fianco nord dell´Hasenfluh passando sotto le barriere per le valanghe finché non si giunge ad una piccola sella. Da qui sopra si vedono le piste che conducono a Zürs e si domina tutto il pendio sottostante. Qui comincia la discesa. Vince chi riesce ad arrivare quasi in paese stando fuoripista.

Variante B1: chi vuole puó interrompere l´attraversamento descritto nella variante B e godersi un po´ di powder nel pendio settentrionale scendendo fino alla partenza della seggiovia Muggengratbahn.

Cartina

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Surfing Arlberg

Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.

Dislivello: entrambi le varianti: 730m

difficoltá: media

Esposizione:Variante A: sud (attraversamento), nordest. Variante B: Est

Impianti: Muggengratbahn

Punto di arrivo: Zürs

Valanghe: Variante A: fare attenzione agli sbalzi di temperatura durante l´attraversamento del pendio meriodionale (neve fradicia). Variante B: pendio ripido subito dopo la selletta

Altro: portare con sé delle racchette da neve, se la traccia dell´attraversamento non é solida.

Foto e Testo by Marco Toniolo