Splitboards e scietti
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Alzi la mano chi ha visto uno snowboarder battere la traccia lontano da impianti di risalita.
Soltanto alcuni “pionieri” dei tempi moderni hanno osato avventurarsi con lo snowboard su montagne normalmente di dominio degli scialpinisti. Solitamente la tavola viene caricata sulle spalle, mentre sci corti, di fattura più o meno artigianale, con pelli di foca o racchette da neve fungono da mezzo di risalita. Al momento della discesa si legano gli sci o le racchette alla bell´e meglio allo zaino.

Nostra intenzione è colmare un grande vuoto informativo, sui materiali e sulle tecniche più adatte per realizzare i nostri sogni in neve fresca lontano da impianti ed elicotteri, “by fair means”.
Con il materiale offerto oggi dal mercato agli snowboarder amanti dei grandi spazi innevati ed insofferenti degli impianti di risalita ultra affollati, e agli scialpinisti in cerca di nuove emozioni, si presentano tre opportunità:

Ognuna di queste possibilità ha pregi e difetti, ci occuperemo solamente delle prime due, in quanto riteniamo che siano le uniche effettivamente efficaci e proponibili.

Non viene preso in considerazione l’uso delle racchette da neve in quanto non permettono un fluido movimento di scivolamento sulla neve, la progressione in neve fresca è molto più faticosa, se confrontata alla salita con splitboard o scietti. Se poi si vuole attraversare con le racchette un pendio con neve dura o ghiacciato, si deve prima pregare il proprio angelo custode e poi essere degli equilibristi da circo, al fine d’evitare pericolose scivolate.

Premettiamo che siamo di fronte ad un settore in embrione e quindi in piena evoluzione con ampi margini di milgioramento.

Analizziamo ora vantaggi e svantaggi delle due opportunità che attualmente riteniamo tra le migliori:

Splitboard
Da qualche anno esistono degli snowboard separabili (splitboards) che consentono di utilizzare le tecniche di salita dello sci alpinismo e allo stesso tempo di poter scendere godendo della fantastica versatilità dello snowboard. Il funzionamento è presto spiegato. Attraverso meccanismi più o meno semplici a seconda del modello è possibile separare la tavola in due o tre parti e applicare pelli di foca appositamente sagomate. Gli attacchi vengono montati, come su dei normali sci, ad uno speciale perno in modo che sia possibile attuare il tipico movimento tanto amato dagli scialpinisti e dai fondisti. Prima di iniziare la discesa si compie l´operazione contraria, cioè si tolgono le pelli, si uniscono i due (o tre) pezzi usati per la risalita e si montano gli attacchi nella posizione da snowboard.
Vantaggio principale di questo sistema è l’assenza di pesi aggiuntivi sulle spalle (al di fuori del proprio zaino) che possano essere di impedimento in salita e/o in discesa.
Il problema più grosso di tutti gli splitboards in questione è la tenuta su pendii ripidi più o meno ghiacciati. È infatti difficile ottenere una buona pressione sulle lamine di sci così larghi o senza lamine sull´interno, soprattutto con degli scarponi morbidi. Una soluzione al problema è offerta dai rampanti (coltelli), nonostante il loro notevole ingombro nello zaino.
Altro problema, che sorge con neve profonda e soprattutto pesante, è la notevole quantità di neve che si deposita sullo sci causando un maggiore dispendio energetico.
Le aziende che producono splitboards sono quattro: Burton, Duotone, Voilé e Jester. Le prime tre propongono una tavola da dividere in due pezzi, che, invertiti (parte destra dello snowboard sul piede sinistro e viceversa) al fine di evitare che i ganci metallici e plastici di assemblaggio si incastrino tra loro ad ogni passo, costituiranno gli sci da risalita. Lo snowboard della Jester è invece divisibile in tre parti. Si tratta in ogni caso di attrezzi di qualità medio-alta, realizzati accuratamente con materiali di prima qualità.
Gli attacchi (di ogni tipo) si fissano, con le normali viti in dotazione, sulle piastre metalliche di assemblaggio che successivamente vengono montate sulla tavola in posizione da discesa o da salita. Per questa seconda operazione non c’è bisogno di cacciaviti, teoricamente è possibile un montaggio con guanti e in ogni condizione. Le angolazioni degli attacchi sono regolabili individualmente, tranne che per Jester. Tutte e quattro le marche offrono degli alzatacchi integrati che facilitano la progressione in salita.


Scietti + snowboard
Premesso che ognuno si carica sullo zaino, in salita, la tavola che preferisce, iniziamo a distinguere due possibilità per quanto riguarda l’attrezzo da mettersi ai piedi: scietti smontabili o scietti d’un pezzo.Le aziende che propongono questo attrezzo sono: Climb, Zig-zag, Kong, K2 e Rossignol. Tutti i modelli presentano sezioni larghe, pesi contenuti attorno ai tre chili e sono dotati di rampanti (tranne K2)e pelli di foca appositamente disegnate.
I primi sono costituiti da due pezzi, che assemblati raggiungono la lunghezza di 130 cm e oltre. I sistemi di innesto sono semplici e robusti e presentano una piastra, snodata in punta e bloccabile in coda, su cui fissare ogni tipo d’attacco, oltre a quelli forniti, sia per scarponi hard che soft. Vantaggio di questo sistema è l’ingombro ridotto sullo zaino, dato che la lunghezza delle aste smontate supera di poco quella dei bastoncini telescopici chiusi.
Gli scietti d’un pezzo hanno lunghezze contenute nel metro e poco più, sono larghi e molto sciancrati e sono anche divertenti attrezzi da utilizzare in discesa. Vantaggio principale è l’assenza di tempi di assemblaggio e degli inconvenienti relativi. Svantaggio è il maggiore ingombro dello sci in discesa, fastidioso soprattutto sul ripido e nei boschi.
Punto a sfavore evidente in entrambi i casi è l’aumento di peso dello zaino sia in salita che in discesa, nonché l’ingombro della tavola in salita, che ne penalizza l’utilizzo soprattutto nel bosco e vi farà sentire una barca a vela risalendo spalloni e creste spazzate dal vento.
Per diminuire sensibilmente il peso, per i possessori di scarponi dinafit o assimilabili, provate a sostituire all’attacco fornito solamente il puntale dei mitici “attacchini”.
Vantaggio è la maggiore fluidità, maneggevolezza e sicurezza con cui si affronta la salita, quasi tutti gli scietti mantengono le stesse caratteristiche e gli stessi pregi degli attrezzi più lunghi.

In entrambi i casi illustrati sono necessari dei bastoncini telescopici, per facilitare la salita, da accorciare e riporre nello zaino lungo la discesa. Si consiglia di posizionarli sullo zaino in modo che si possano sfilare velocemente, sono molto utili sui falsopiani, dove, invece che togliersi lo snowboard e sprofondare nella neve, è meglio qualche energica spinta con i bastoncini, sganciando eventualmente il piede posteriore.


Una nota particolare deve essere fatta per gli scarponi. Per qualsiasi attrezzo si opti è possibile utilizzare scarponi soft, generalmente calzati dagli snowboarder, o scarponi hard, mutuati dallo scialpinismo. Nel caso si debba camminare su neve dura o ghiacciata i primi danno poche garanzie ed inoltre in caso di utilizzo di ramponi non sono utilizzabili quelli ad aggancio rapido, dovendo ricorrere a quelli classici con i cinghietti. Gli scarponi rigidi da scialpinismo invece garantiscono un’ottima presa su neve dura e sono facilmente ramponabili.
Alcune aziende stanno proponendo le prime calzature soft, adatte ai ramponi ad aggancio rapido e stanno sviluppando nuovi sistemi veloci di aggancio dei ramponi, vedremo cosa proporranno per la prossima stagione. Ideale, a nostro avviso, sarebbe una scarpa soft, con una buona suola (tipo vibram) e velocemente ramponabile.

Possiamo quindi riassumere, semplificando nel seguente modo:
splitboard e scarponi soft sono ideali per gite con neve polverosa e senza difficoltà alpinistiche
scietti e scarponi hard
sono da preferirsi nelle gite con nevi dure, pendii sostenuti e difficoltà alpinistiche

Un’ultima nota, i guantoni, così comodi per la discesa, in salita sostituiteli con un paio di guanti leggeri (tipo sci da fondo), che vi permetteranno di effettuare tutte le operazioni di montaggio e smontaggio più comodamente.

Non dimenticatevi pala, sonda e arva.
Ora lo snowboarder può tenere il passo del collega scialpinista

Presentazione delle marche e loro caratteristiche
Tutto il materiale gentilmente messo a disposizione dalle aziende produttrici è stato testato in questo avaro (per noi italiani) inizio di stagione, sfruttando le meravigliose e ben innevate montagne austriache. Tutte le fasi di smontaggio e montaggio, salita e discesa sono state effettuate sia su pista, per verificare la tenuta su nevi dure e ghiacciate, che in neve fresca, generalmente con bassissime temperature, sino a – 15°, anche con vento e sotto abbondanti nevicate. I materiali sono stati provati in più week-end e da quattro rider con sensibilità e background differenti: dallo scialpinista incallito allo snowboarder che ha sempre snobbato i due legni.

Si descrivono ora i modelli elencando vantaggi e svantaggi, per gli splitboards si sono distinte le quattro fasi principali: smontaggio, salita, montaggio e discesa, e indicando modello, misure, peso (comprese le piastre d’assemblaggio, escluse le staffe per attacchi hard e le scocche o clip per attacchi soft), e prezzo (consigliato ai negozianti).

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