| Piz Cavrin Est (2660 m) |
Gita ormai classica, da effettuare solo con neve ben assestata, vista l'esposizione è molto probabile trovare neve polverosa. Percorso con un buon sviluppo per i primi 600 metri, lungo una stradina sinuosa, che dopo la piana d'Agneda, sale al lago di Scais e si inoltra nella Val Vedello, ma che poi riserva 1000 metri di libidinosi pendii sempre più ripidi ed incassati, un'autentica schioppettata ... soprattutto in discesa.
Regione: Orobie, Valtellina, provincia di Sondrio
Accesso: Lecco, Colico, Sondrio, Piateda, Vedello (centrale idroelettrica), Agneda
Punto di partenza: Vedello (m 1032), con strada sgombra Agneda (m 1228)
Difficoltá: ottimo snowboarder-alpinista
Dislivello: 1628 m
Tempo di salita: h 4.30
Esposizione: nord
Attrezzatura consigliata: Utili piccozza e ramponi
Valanghe: Bollettino valanghe
Periodo migliore: dicembre - maggio
Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 93 "Bernina - Sondrio"
Bibliografia: 282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina - Miotti, Selvetti - Ed. GUIDE DALLE GUIDE; Orobie Valtellinesi: un parco naturale per lo scialpinismo - Miotti - Ed. ALBATROS
Su ON-ICE troverete la Storia FenioMenale in cui Domenico racconta della nostra gita al Piz Cavrin
Text by:
Maurizio Panseri
Fotos by:
Domenico Fenio
Gita ombrosa e spettacolare, nel cuore delle Orobie valtellinesi, il sole è sempre di là e noi qua all'ombra, ma non ci disperiamo, no! Anzi, godiamo della polvere leggera conservatasi in questo scrigno di pietra. Dapprima lentamente e poi veloci si guadagna quota, ora lo sguardo può spaziare sulla rotonda Motta di Scais ed azzardare linee di discesa nei ripidi canali del Pizzo Ceric, per poi volare oltre sulle splendide cime retiche rimbalzando tra Badile, Disgrazia e Bernina.

Il canale finale non è molto ripido, ma mi soggeziona, e con rispetto lo salgo, la tavola sullo zaino ed i ramponi ai piedi. Ad ogni passo provo ad immaginare come potrebbe essere la discesa, per distrarmi scambio due parole con Domenico (prezioso compagno di scivolate), ma gli occhi continuano a scandagliare con attenzione la lingua di neve: sulla sinistra crosta dura e portante levigata dal vento, al centro la crosta si rompe, verso destra la neve è ancora morbida ... immagino le traiettorie e dove impostare le curve, mentre continuo a salire ed un po' di sudore cola negli occhi, bruciando. Una sensazione strana mi pervade ... forse è paura ... mi vedo scendere e non riesco a capire se riuscirò a controllare la mia tavola. Mi manca la grinta, la convinzione, continuo a ripensare ad un brutto momento di qualche anno fa, ad una lunga scivolata, fortunatamente terminatasi con pochi danni. Sull'ultimo tratto di roccette, che portano alla vetta, non mi levo lo zaino e me ne stò li appoggiato all'ometto della cima a riproiettare mille ed una volta il film della mia futura prima curva, ad ogni replay vedo sempre meglio, meno sfuocato, più nitido e vedo che la chiudo ... ma avrò la forza, tornato giù all'imbocco del canale, di togliere l'asse dallo zaino e fissarlo ai miei piedi? Basta attendere, andiamo e vediamo!

La prima curva è fatta, sul lato più ombroso la neve morbida si fa ben plasmare dalla soletta del mio asse. Timidamente, ma sempre con più convinzione inanello una curva dopo l'altra, il canale è ormai alle mie spalle e la paura? Anche. Ma so che non appena il pendio della prossima montagna che mi accoglierà, si farà via via più ripido, lei tornerà a farmi compagnia e a condurmi verso una giusta scelta.

SALITA
Da Vedello proseguire lungo la strada verso Agneda, attraversare l'omonima piana ed iniziare a salire verso la diga del lago di Scais, da costeggiare sulla destra. Imboccare la Val Vedello e salire sino alle baite Cornascio, poco dopo si attraversa la valle e si sale all'evidente edificio in calcestruzzo, testimone muto di recenti attività minerarie, legate alla ricerca dell'uranio. Nel pianoro oltre la miniera risalire i ripidi pendii imboccando il vallone posto a destra dei torrioni rocciosi che conducono alla vetta del Cavrin. Dopo un primo tratto ripido si entra in una conca da cui alla sua sinistra parte l'evidente canale che conduce alla selletta in prossimità della vetta.

DISCESA
Lungo l'itinerario di salita.
Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.