II° Snow Forum Raduno in Val di Fassa 20-21 Dic 2003
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La salita è agevole, ma il sole scotta e si suda da matti. In alcuni punti la neve è ghiacciata, in altri la crosta si rompe sotto il nostro peso, in altri ancora è morbida e dorata e brilla come un diamante dalle mille sfaccettature.
 

 

Sull’altro versante, sopra di noi, vediamo sbucare le sagome di 5 viandanti: “Eccoli: sono loro”.
E’ fantastico vederli avanzare uno dietro l’altro, fieri e felici e riconoscere, seppur così lontano ognuno di loro: Stinky in primis, con la sua tavola di traverso!
Albe guida il gruppo verso il punto di incontro e prosegue per raggiungere Marco che ha già iniziato a risalire il canale: il Diretur è inarrestabile!
Gli altri ci aspettano con gli occhi che brillano e le guance rosse.
Ho un senso di gioia indescrivibile nell’incontrarli lì, non so spiegarlo, ma è come se non ci fossero barriere tra noi, non c’è l’imbarazzo di chi si conosce da così poco, sento di potermi aprire completamente con loro e nel contempo sentirli più vicini a me.
Salendo si scherza e si ride con educata ironia lungo il canale mezzo al sole e mezzo all’ombra. Sergio è un vulcano di battute e gli altri lo spalleggiano allegramente.
La pendenza è tosta e si prosegue con traversi non agevoli a causa della neve mista: a tratti ghiacciata, non permette la presa con le lamine degli sci; a tratti scaldata dal sole, si sprofonda fino alla caviglia ed uscirne richiede uno sforzo notevole.
La forcella ci scruta silenziosa, attendendo il nostro arrivo e il nostro sguardo talvolta si alza dalla traccia segnata e osa testare quanto manca alla fine: ancora un bel po’.
Il sudore scende sulla fronte, scivola lungo le guance e cade a terra, fondendosi con la neve in un abbraccio che suggella il mio sentimento per questo posto.
 

 

Il cuore batte forte, mi devo fermare per prendere fiato e ne approfitto per guardare gli altri salire: chi ormai è vicino alla forcella, chi sale baciato dal sole, chi è alle prese con tratti ghiacciati e particolarmente insidiosi, chi impreca sorridente contro gli scietti che si sganciano con troppa facilità, ma tutti hanno uno sguardo negli occhi, lo stesso sguardo, lo sguardo di chi è conscio del privilegio di cui gode e ne apprezza ogni istante, immerso in una atmosfera magica che si diffonde nell’aria, un’aria che in cima si trasforma in un quanto mai avvolgente gelido turbinio.

Ci siamo, siamo in forcella.
Bisogna coprirsi in fretta, la temperatura qui è rigida e il vento non lascia tregua.
Lo sguardo si dirige smanioso oltre la cornice di neve che il vento ha modellato con meticolosa precisione e davanti a noi si apre il canale che scende ripido e ghiacciato verso una vallata ampia e bianchissima.
L’ultima speranza di trovare qualche granello di powder svanisce troppo in fretta, ma la delusione viene immediatamente sopraffatta dalla bellezza del paesaggio, dalla maestosità delle rocce che ci sovrastano e ci avvolgono in un abbraccio imponente ma al tempo stesso discreto.

Qualche minuto per rifocillarci e prepararci per la discesa.
Il primo tratto presenta delle rocce che affiorano minacciose da sotto la neve e il previdente Mau tira fuori dallo zaino, come un mago dal cilindro, una corda per metterci in sicurezza e sorpassare senza rischi quel tratto insidioso.
Marco seguito da Albe invece non ci pensano due volte: scendono scattanti sulla sinistra del canale, mentre Stinky con un agile scatto scivola ardito sulla destra, dove lo attende una lastra ghiacciata e ripida che supera senza alcun timore.
Luke scende per primo con la corda e poco più sotto prepara una piazzola dove poter indossare più comodamente tavola e sci.
Sergio con i ramponi prepara per noi gradini per poter scendere più agevolmente.
Chiude il gruppo Mau che, sciolta la corda e ogni remora, si lancerà impavido giù per il canale.

Ci siamo: si va.
Uno alla volta scendiamo al centro del canale: a destra la crosta è alta qualche centimetro; a sinistra c’è un lastrone ghiacciato. Sulla parte più stretta e ripida riesco a fare si e no due curve: il resto è frutto di “sopravvivenza” fino a dove la vallata si apre, le pendenze si addolciscono e la neve diventa un po’ meno insidiosa.
Poco più sotto ecco ad aspettarmi Stinky, Albe, Marco, Ivan e Luke.
Arrivano anche Enry, Lenz e Mau.
Ancora qualche curva, uno dopo l’altro per le foto di rito: io come al solito vado talmente piano che sembro ferma in tutte quelle in cui compaio!!!
Gli altri invece si gettano a capofitto sulla distesa di neve che si apre ad anfiteatro.
 

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