Dom de Mischabel (4545 m)
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Regione: Alpi Vallesane, valle Mattertal, Svizzera - Vallese

Accesso: Passo del Sempine, Briga, Visp, Randa
oppure Gran San Bernardo, Martigny, Sion, Visp, Randa

Punto di partenza: Randa (m 1439)

Difficoltá: ottimo snowboarder - alpinista

Dislivello in salita: I° giorno m 1501, II° giorno m 1605

Tempo di salita: I° giorno h 5, II° giorno h 5,30

Esposizione: ovest, nord

Attrezzatura consigliata: piccozza, ramponi, corda, imbragatura

Punto d´appoggio: Domhütte (m 2940)

Valanghe: Bollettino valanghe

Periodo migliore: aprile-giugno

Bibliografia: Sci alpinismo quota 4000, edizione CDA

Cartografia: CNS 1:50.000 284S "Mischabel"

Schizzo

Itinerario

 

Text by:
Maurizio Panseri
Fotos by:
Maurizio Panseri
Alberto Valtellina


uscendo dal "buco"


nella nebbia

 

start snowboard alpinismo quota 4000

Quante sere passate a sognare sulle foto, sulle relazioni e sulle carte dei 4000 scialpinistici, cercando, in ogni immagine di queste grandi montagne glaciali, la traccia di salita e fantasticando sulla linea di discesa che la mia tavola avrebbe lasciato, danzando tra crepacci e seracchi.
Da quando Stefano ha affermato che la salita al Dom è la più bella gita che abbia mai fatto, ho iniziato a prendere in considerazione questa montagna. Forse il suo è solo uno scherzo, una provocazione: 1500 metri con tavola a spalla per potere scivolare sui 1600 metri successivi; però, guardando foto e cartine, il tratto sciabile è spettacolare, l'eventuale partenza dalla vetta ed il ripido pendio sottostante, promettono forti sensazioni.

"Merda qui non si passa" Alberto fa scorrere la corda e Verena mi guarda perplessa. Eppure dalla relazione sembrava tutto più facile: forse abbiamo sbagliato percorso.in arrampicata sulle rocce del Festijoch
Lo zaino, carico di scietti e tavola, non facilita i movimenti e gli scarponi ai piedi non aiutano. Dove sembra più facile passare, la roccia è marcia, friabile a tal punto da farmi optare per i risalti di roccia più compatti verso sinistra. Dopo tre lunghezze di corda sbuco sulla colle, presso una croce con un bel mazzo di cordini avvolti alla base: non abbiamo sbagliato.
Probabilmente il ghiacciaio si è ritirato e lo scarso innevamento di questa stagione ha reso il tutto più impegnativo.

Già la partenza non è stata esaltante, il ghiacciaio, molto crepacciato, ci ha obbligati ad utilizzare la corda ed i venti centimetri di neve fresca nascondono le fenditure più strette, in cui in un occasione mi sono ritrovato dentro sinoalla cintola (vedi foto a fianco). Se aggiungiamo che solo un gruppo di scialpinisti ha provato la salita prima di noi ed al Festijoch ha deciso di rientrare per le condizioni pessime del ghiacciaio, non possiamo sicuramente dire che è il nostro giorno fortunato. Inoltre la giornata sin'ora bella si sta guastando. Infine lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi non ci invita sicuramente a proseguire. L'Hohberggletscher, su cui dobbiamo scendere, si presenta molto crepacciato e la conca davanti a noi è cosparsa dai resti di recenti crolli di blocchi di ghiaccio provenienti dalla seraccata soprastante.
Ci prepariamo per le doppie. Rientriamo.doppie dal FestijochNessuna aspettativa è stata soddisfatta, i sogni sono restati tali, ma già immagino una meravigliosa giornata di sole ed un omino con la sua tavola sulla cima del Dom, che chiude gli attacchi si carica lo zaino a spalla e lascia la sua effimera traccia sul mantello di polvere che ricopre il ghiacciaio.

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Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.