Punta Dufour (m 4634)

Sommario: La seconda cima più alta delle Alpi, dopo il Monte Bianco, salita con gli sci per la prima volta il  23 marzo 1898. Gita impegnativa in ambiente glaciale, che necessita di ottima esperienza alpinistica e completo controllo dello snowboard. Percorso d’alta quota, quasi interamente su ghiacciaio, indispensabile quindi corda ed imbrago. Cresta finale in terreno misto, aereo ma non impegnativo, ramponi e picozza indispensabili. Con il sostegno di una guida può essere un’escursione adatta anche per i meno esperti, a patto di avere una buona preparazione fisica.

Gruppo: Monte Rosa/Vallese

Valle: Mattertal

Cantone: Vallese, SVIZZERA

Accesso: da Zermatt

Punto di partenza: Stazione di Rotenboden (m 2815)

Punto d'appoggio: Monte Rosa Hutte (m 2795)

Difficoltà: ottimo snow-border alpinista

Esposizione: nord-ovest

Dislivello: I° giorno m 180; II° giorno m 1838

Tempo di salita: I° giorno h 2; II° giorno h 6/8

Bibliografia: Scialpinismo quota 4000, edizione CDA

Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 88 “Monte Rosa” e CNS, f. 284, Zermatt-Saas Fee, 1:50.000

Periodo consigliato: aprile - giugno

Materiale consigliato: Imbragatura, corda, ramponi e piccozza

 

Text by: Luca Godenzi
Foto by:
Luca Godenzi

start snowboard alpinismo quota 4000

 

"2 gennaio 1898. ... le montagne fuggono, il suolo si sviluppa sotto i miei piedi, nubi di nevischio turbinano attorno a me, io volo attraverso lo spazio. E' un godimento senza paragone, poi ... più niente; nella polvere di bianchi cristalli ... Tuttavia il giorno stava per morire; il sole, al suo tramonto, drappeggiava il firmamento, le vette ed i ghiacciai con colori inverosimili; alcuni nubi infiammate, turbinando attorno al Cervino, lo facevano rassomigliare ad una colossale torcia incendiaria; poi le stelle si accesero e, con luce lunare, la vasta solitudine riprese il suo aspetto di misteriosa grandezza."
Dal diario di W. Paulcke (primo tentativo di salita sciistica)

17.4.2003:
Da Zermatt saliamo con il treno fino al Rotenboden. Da qui parte la via che ci condurrà alla capanna Monte Rose.
Alle quote più basse i versanti rivolti a sud sono oramai sgombri da neve, e così percorriamo a piedi buona parte del sentiero che porta al rifugio. Un lungo traversone ci conduce in basso nel ventre del ghiacciao, per poi risalire sul versante opposto ,ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Dopo circa 2 ore e mezza raggiungiamo la nostra meta. Un gran numero di alpinisti svaccati al sole ci guarda incuriosito mentre con le nostre tavole a spalla guadagnamo gli ultimi metri di salita.
La Monte-Rosa Hütte è molto affollata, malgrado ciò riusciamo a gustarci a pieno l’ottima cena e le accoglienti brandine. Verso le 21 beviamo il nostro grappino della buona notte e ci infiliamo sotto le coperte. Le previsioni meteorologiche per il giorno dopo sono ottime, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.

18.4.2003:
Diana alle 4.00, colazione abbondante (per chi vuole) e verso le 5 ci mettiamo in marcia.
La neve è molto compatta e crostosa, perfetta per camminare con le ciaspe. Lentamente la luna va sbiadendo e lascia il posto ad un sole bruciante. Ci separiamo dalle cordate che sono dirette alla Signalkuppe e continuiamo per la nostra strada.
Dopo circa sei ore arriviamo ai piedi della cresta, e se fin qua sono bastate volontà e un po’ di condizione, adesso ci aspetta il tratto più tecnico, che comunque non va oltre il III grado.
Lasciamo tavola e ciaspe e infiliamo i ramponi. Siamo a quota 4200 e per adesso niente stanchezza e niente mal di testa o altri disturbi d’alta quota. In circa due ore ci destreggiamo sulla cresta, in alcuni punti molto aerea, che ci porta sulla vetta. Il tempo per mangiare qualcosa e fare due foto e siamo già sulla via del ritorno. Ai piedi della cresta ritroviamo l’attrezzatura che avevamo depositato.
Iniziamo la discesa senza fretta, e quella che in alto è una neve molto dura e modellata dal vento, ben presto lascia il posto ad una neve primaverile, pesantissima sotto i 3500m.
Arriviamo al rifugio a pomeriggio inoltrato, poco prima delle 16. Ad aspettarci il caldo tepore delle panchine di legno scaldate dal sole.

19.4.2003:
Durante la notte la pressione è calata notevolmente, le previsioni non dicono niente di buono.
Decidiamo di rinunciare ad un’altra salita e dopo aver ficcato tutto nello zaino, lasciamo la capanna ed iniziamo una lunga cavalcata sul ghiacciaio, che ci porterà al fondovalle, verso Zermatt.

Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.