| Monte Elbrus (m 5633) |
Sommario: La cima più alta del Caucaso, nonchè d'Europa. Si tratta a tutti gli effetti di una minispedizione, soprattutto se si decide di non appoggiarsi a nessun operatore italo-russo.
Gruppo: Caucaso - Russia
Accesso: non essendo esattamente la scampagnata fuori porta per ogni info contattate Goda
Difficoltà: ottimo snow-border
Periodo consigliato: aprile - giugno
Materiale consigliato: Imbragatura, corda, ramponi e piccozza
Text & Foto by: Luca Godenzi www.alspigul.net
Qui la gallery fotografica completa
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Fin dall’inizio la nostra idea era quella di essere indipendenti al cento per cento. Questo significa: nessuna guida dalla Svizzera o dall’Italia, nessuna guida ad aspettarci in Russia, decidere autonomamente quando, come e cosa fare. Nessun problema, o quasi! Senza un punto di contatto in Russia, è difficilissimo se non impossibile ottenere il visto d’entrata ed avere la speranza di oltrepassare la dogana aereoportuale. Visto d’entrata che si avrebbe automaticamente acquistando un pacchetto “Elbrus tutto compreso”; altra storia è procuraselo da soli. Così, con molta pazienza, il nostro viaggio verso il paese della vodka è iniziato due mesi prima di prendere il volo, passati tra telefonate in lingue difficilmente ricostruibili, e-mail in cirillico e procedure burocratiche quantomeno bizzarre. Ma tutto sommato anche questa è un’esperienza utile e, perchè no, divertente.
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Dopo il breve volo Monaco – Mineralny Vody, ci aspetta un altro trasferimento in bus verso il paese di Terskol, che si raggiunge infilandosi tra le verdi vallate collinose pre-caucasiche.
Il giorno seguente siamo già di turno, con una breve ma bella uscita di acclimatamento su una delle molte cime che circondano l’Elbrus. Il tempo si dimostra eccezionalmente mite e stabile per questa regione, che non gode certo di un‘ottima fama a riguardo. Intanto trascorre un’altra giornata, e noi, con l’ausilio dell’antidiluviana teleferica di Azau, ci siamo trasferiti al campo delle “Barrells”. Per il giorno seguente ci sarebbe in programma un’altra salita di acclimatamento fino ad una quota di ca. 4700 m, ma ben presto l’idea che lentamente si è fatta strada nelle nostre menti si trasforma in una proposta concreta: salire subito la vetta dell’Elbrus, sfruttando il bel tempo - fin che dura. Sprecare altre giornate ci sembra imperdonabile.
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Detto fatto. Partiamo poco dopo la mezzanotte e con un ritmo molto regolare risaliamo l’interminabile pendio che conduce a “The Saddle”, la profonda conca a quota 5300 m che divide le due cime gemelle della montagna. Da qui proseguiamo con I ramponi, e senza grosse difficoltà, dopo ca. 9 ore, raggiungiamo la vetta. Come da copione dopo una breve pausa ridiscendiamo alla sella, rimontiamo sci e snowboard e sfrecciamo verso il basso. Il nostro tempismo si rivelerà perfetto, infatti il giorno dopo il cielo si chiuderà per poi scaricare, verso sera, un violento temporale.
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Trascorriamo gli ultimi giorni in Russia vagabondando per hotel semideserti e imitando, per quanto possibile, le abitudini notturne della gente locale. Sulla via del ritorno ci accompagna il ricordo della splendida catena montuosa del Caucaso, della bellezza di questo paese, così poco conosciuto, e la semplicità di un popolo capace di mascherare la propria dura realtà dietro ad un cordiale sorriso.
Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.