| Cima di Grem (m 2049) |
Sommario: Classica gita invernale che non presenta alcuna difficoltà, affrontabile anche dopo notevoli nevicate, purchè si segua una buona traccia di salita; necessita di buon innevamento anche a quote basse. Vista l'esposizione sud la neve si trasforma velocemente. I pendii sono ottimali per una libidinosa surfata, insomma un ottimo frutto che merita di essere colto sia dai novizi che dagli esperti più scafati.
Gruppo: OROBIE
Valle: VALLE SERIANA
Provincia: BERGAMO
Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione valle seriana - Albino, Ponte Nossa (deviazione Val el Riso),Oneta
Punto di partenza: Poco oltre il centro di Oneta imboccare la strada asfaltata che sale alla località Plassa (m 923)
Difficoltà: medio snow-border
Esposizione: sud
Dislivello: m 1126
Tempo di salita: h 4,00
Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80 itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS
Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo, Valle Seriana
Periodo consigliato: dicembre - marzo
Materiale consigliato:
Text by:
Maurizio Panseri
Foto by:
Domenico Fenio
Diego Rebuzzi

ISOLE. Come naufraghi nuotiamo nel buio, risalendo in un mare di vapore con
i piedi che galleggiano sopra fondali bianchi e polverosi. Emergendo da spoglie
praterie sommerse, ci accorgiamo di non essere soli. Qualcuno, naufrago come
noi, vaga sui bianchi fondali alla ricerca della sua isola.
Freddo, il vapore
del nostro respiro si condensa in sottili crini di ghiaccio sulle nostre
ciglia.
Buio, le nostre pupille dilatate scandagliano il fondale e guidano i
nostri corpi.
L'inconsistente acqua attorno a noi prende luce, una fosforescenza lattiginosa
ci inganna, ci illude, ci aggira, indicandoci strade inesistenti, ma noi
sappiamo che, vicina o lontana, un'isola ci aspetta. Percepiamo la risacca,
grandi flutti di vapore frangono sopra le nostre teste, ormai ne siamo certi,
la strada è quella giusta. Come per incanto emergiamo dalla soffice superficie marina.
Eccola! La nostra
isola si erge davanti a noi e tutt'intorno migliaia di altre isole si
innalzano
solitarie. La risacca ci incalza, ma non ci facciamo riprendere e lasciamo
la bianca battigia con le ali ai piedi. L'orizzonte netto tra mare e cielo si
tinge di viola e di rosa, arancione e rosso, un nuovo giorno nasce
festeggiando questa irreale deriva.
Non più naufraghi, ora
abbiamo una terra, un posto da esplorare, isole vicine e lontane da ammirare.

Risaliamo la bianca dorsale ed i raggi del sole ci investono, proiettando
le nostre ombre sull'evanescente coltre marina, dove, per un magico incantesimo, giocano
con spettri dai colori dell'iride che ci ammaliano e ci richiamano mentre la luce si
disfà in concentrici cerchi di colore danzando sulle onde di vapore. Vagabondando su questa grande duna
di polvere leggera, il sudore scende copioso dalle nostre fronti,
sciogliendo le delicate filigrane di ghiaccio che incorniciano i nostri volti.
Giunti al suo culmine, gettiamo uno sguardo oltre, qualcun'altro prosegue ebbro, sospeso tra terra e cielo, rimandiamo a dopo quel
gioco, ora vogliamo cavalcare i nostri surf, giù fino a giocare con la
risacca. Come due bimbi golosi ed impazienti, ci lanciamo nella discesa, curve
lunghe e veloci sollevano fruscianti onde di acqua solida, nuvole di cristalli
volteggiano in aria colpiti da radenti raggi di luce che gioca tra rifrazioni
e diffrazioni, scomponendosi e acquistando forza e colore. Risucchiato
dall'ombra, accecato ed ubriaco, mi fermo, ovatta vaporosa mi circonda, ma ora
conosco bene la strada che porta sull'isola.
Un rapido cambio di giocattolo e
sono nuovamente in cammino verso l'alto, riemergo ed il mio compagno di gioco
e lì che mi aspetta, mentre un veloce saluto va all'altro naufrago che
fulmineo si perde negli abissi. Il gioco ricomincia sulla grande duna,
proseguiamo danzando nel blu su aeree dorsali, immaginando infinite discese a
cavallo dei nostri sottili destrieri. Una costola bianca si staglia tra la
luce e il buio, mi strega, una perfetta linea d'ombra, omogenea e senza
sbavature ... nitida scende a picco tuffandosi tra i vapori. Che fare?
Titubante rimiro. Nell'aria odo il canto delle sirene? Anche le melodie più
dolci possono
essere stregate.
Parto ... ascolto ... non è un canto mendace, non sono sirene ma un suono
fatato che ci accoglie silenzioso. Delicati lasciamo differenti arabeschi su
questa stupenda architettura, fremendo di gioia ed emozione attraversiamo ad
ogni curva l'onirica linea d'ombra. Ansanti, ci fermiamo nuovamente sulla
battigia e prima che la spuma ci bagni, risaliamo affondando sino al ginocchio
nella frusciante sabbia ghiacciata.

Il sole si alza lento nel cielo, il nostro vascello ci aspetta, ma oramai l'isola ha trovato un posto nella nostra carta mnemonica, ora potremo tornarci ogni volta che vorremo. Felici lasciamo la nostra ultima traccia, salutiamo il sole ed ebbri sprofondiamo verso il nostro battello. La luce filtra nell'impalpabile coltre d'acqua e due corpi sorridenti danzano sul bianco fondale, naufragando tra scure praterie sommerse.
Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.