| Snowboard alpinismo |
Salire con la tavola in spalla, battendo traccia nella
polvere invernale dei pendii nord o sul firn primaverile di un quattromila,
sul prato dietro casa o sulle cime del Marocco. Apprezzare la consistenza della
neve, che cede sotto il nostro peso, guardare il pendio immaginando come sarà
la discesa, seguendo con gli occhi la traccia che vorresti fare. Arrivare in
cima: fermarsi, preparasi e gustarsi il momento magico della discesa, da farsi
tutta d'un fiato giocando con la gravità e la neve. Stupirsi continuamente
di tutto ciò che si vede e che si sente, dentro e fuori di noi. >>>>>
ITINERARI >>>>>
La montagna d'inverno: un ambiente magico, tutto si ferma, tutto si trasforma,
apparentemente uguale ma sempre diverso; con le sue luci, i suoi colori, i suoi
profumi, i suoi silenzi; ogni giorno differente dall'altro, ogni ora diversa
da quella che l'ha preceduta e da quella che la seguirà. Tutto scorre.
La traccia che avevi lasciato è sparita, la montagna decide tempi e ritmi
da intuire e da comprendere. Sta a noi decidere se vogliamo entrare in questo
mondo incantato o rimanerne sempre sulla porta.
Certo
è bello salire senza sforzo in una comoda e veloce funivia, al caldo
ed in compagnia di decine d'altre persone, per poi scovarsi pendii e valli di
neve fresca senza tracce, sempre più rari, sempre più preziosi
e segreti. Ma così si resta sempre sulla porta. Le montagne oltre la
cresta, al di là della valle, non hanno tracce, se non quelle dei camosci
e delle pernici bianche, lì la nostra fantasia ha tutti gli spazi che
cerca, non è obbligata a ritagliarsi angoli di libertà tra impianti
di risalita e piste di discesa.
In quella stazione o nell'altra, pubblicizzate dagli spot pubblicitari, con
pochi minuti di risalita a piedi è possibile scendere da versanti immensi
e sempre con neve perfetta, ma così si resta sempre sulla porta. Alzando
lo sguardo, montagne a perdita d'occhio senza tracce vi circondano.
Sicuramente è comodo e "avventuroso" essere lasciati sulla cima di una
montagna da un elicottero con altre decine di persone, per poi scendere lungo
pendii, valloni e canali immacolati e arrivare alla fine della giornata con
10.000 m di dislivello nelle gambe. Così si pensa di averla varcata quella
famosa porta… e non si è più in grado di sognare favolose tracce
sulle montagne che ti circondano, perché basta dire "quella" ed un elicottero
vi depositerà su una nuova cima.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole e le montagne ci sono per
questo, ma le montagne della neve battuta, delle telecabine e degli elicotteri
non sono le mie montagne. Percorrere le montagne d'inverno è un'azione
profondamente libera: nessun sentiero, nessuna pista, nessun impianto, nessun
elicottero, niente può vincolarmi con i sui tempi ed i suoi dove; Da
quando chiudo la portiera dell'automobile sino a quando la riapro, nessuno può
e deve decidere per me, unici vincoli la natura con i suoi elementi ed il mio
spirito di autoconservazione.
Se uno spiritello anarchico si agita dentro di voi, continuate a cliccare, leggere
e guardare: queste sono le mie montagne, non state leggendo una guida, ma le
mie storie, da dimenticare o da ricordare anche solo per un giorno. Per salire
sin dove si riesce e ridiscendere, per poi tornare un'altra volta, salire ancora
un poco di più e tracciare altre curve su nuovi pendii, guardare le montagne
che vi circondano e sognare nuove salite e nuove discese, finalmente liberi
… di varcare la soglia ed entrare.
ALCUNI CONSIGLI
Si tratta di una scelta di itinerari, in cui l'uso degli impianti è assente
o marginale. I percorsi proposti richiedono per la gran parte buona tecnica
di discesa su tutte le nevi e tutte le pendenze e un assoluto controllo della
tavola; per alcune gite è richiesta anche un minimo di capacità
alpinistica e di volta in volta si consiglia l'utilizzo di picozza e ramponi.
Si da per scontato che si sia in grado di provvedere all'autosoccorso del gruppo
in caso di incidente, tutti devono possedere "ARVA" portato addosso ed in trasmissione,
e nello zaino una pala ed una sonda. Per una buona riuscita delle gite è
anche necessario dotarsi della necessaria cartografia, informarsi preventivamente
sulle condizioni del manto nevoso e sul rischio valanghe, nonché sapere
valutare i reali rischi che si presentassero localmente e durante la gita in
modo tale da saperli evitare ed eventualmente anche rinunciare e scendere al
baretto più vicino per scolarsi una o più birre e progettare mille
e altre avventure. Le montagne sono sempre li che ci aspettano ci saranno altre
mille possibilità per tornare e godersi l'escursione in sicurezza senza
patemi d'animo.
La valutazione delle difficoltà dei singoli percorsi è stata data
utilizzando la scala (scala Blachère) delle difficoltà tipica
dello scialpinismo: MS medio sciatore (alias snowboarder), BS buon snowboarder,
OS ottimo snowboarder, l'utilizzo della lettera A significa che ci sono tratti
con difficoltà alpinistiche (ambiente glaciale, canalini, tratti di roccia)
in cui e necessario utilizzare corda, piccozza e ramponi.
La salita potete affrontarla con l'attrezzo che più vi piace: racchette,
sci corti, sci smontabili o buttarvi sulle nuove tavole "split" smontabili.
Personalmente dopo avere provato le prime tre opzioni ritengo che la soluzione
ottimale sia uno sci corto tra i 90 e i 120 cm in relazione al proprio peso
ed altezza.
Altre avventure in "Snowboard alpinismo quota 4000: i quattromila delle alpi sotto le nostre tavole"
Altre info nella pagina dedicata allo Snowboard
Elenco degli itinerari proposti
Tutti gli itinerari sono stati percorsi da noi a cavallo delle nostre tavole.
VAL BREMBANA
Monte Cabianca (m 2601)
Monte Madonnino (m 2502)
VAL SERIANA
Cima di Grem (m 2049)
Pizzo Arera (m 2512)
Corna Piana (m 2302)
Monte Avert (m 2085)
Cima Benfit (m 2172)
Cima di Timogno (m 2099)
Monte Sasna (m 2229)
Pizzo tre Confini (m 2824)
Monte Barbarossa (m 2148)
Pizzo della Corna (m 2352)
VAL BORLEZZA (Conca della Presolana)
Monte Visolo (m 2369)
Pizzo di Corzene (m 2196)
VAL DI SCALVE
Monte Barbarossa (m 2148)
Pizzo Camino (m 2468)
VALTELLINA
Cima della Rosetta (m 2142)
Pizzo Meriggio (m 2358)
Piz Cavrin Est (m 2660)
Valle di Arigna (3 itinerari)
Pesciola (m 2344)
Pizzo Druet o Cima Occ. di Cagamei (m 2913)
Pizzo Coca (m 3050)
ATTRAVERO LE ALPI
Francia
Monte Bianco (m 4807)
Svizzera
Vallese : Dom de Mitschabel
(m 4545)
Vallese : Punta Dufour (m 4634)
Vallese - Passo del Sempione: Monte Leone (m 3553)
Val Bedretto (Canton Ticino): Cristallina (m 2911)
Val Bedretto (Canton Ticino): Pizzo
di Pesciora (m 3120)
Passo del San Bernardino : Zapporthorn
(m 3152)
Passo dello Julier : Roccabella
(m 2730)
Engadina: Piz d´Emmat Dadaint (m 2927)
Retiche Svizzere: Cima della Bondasca (m 3289)
Retiche Svizzere: Piz Zupo (m 3995)
Retiche Svizzere: Corno di Campo (m 3232)
Austria
Zillertal in Austria: itinerari a Gerlos
Zillertal (Austria): Falschriedel (m 2420)
Zillertal (Austria): Katzenkopf (m 2535)
Brennero austriaco: itinerari a Schmirn
Schmirntall (Austria): Jochgrubenkopf (m 2453)
Schmirntall (Austria):
Höllscharte (m 2991)
Italia
Gran Paradiso (Valle d'Aosta): Gran Paradiso (m 4061)
Monte Rosa (Valle d'Aosta): Piramide Vincent (m 4215)
Passo dello Spluga (Lombardia - Sondrio): Surrettahorn
(m 3027)
Gruppo del Bernina (Lombardia - Sondrio): Pizzo Scalino
(m 3323)
Gruppo Ortles-Cevedale (Lombardia - Sondrio): Gran Zebrù (m 3851)
Val Camonica (Lombardia - Brescia): Cima di Salimmo (m 3115)
Val di Sole (Trentino Alto Adige - Trento): Presanella (m 3556)
Val Senales (Trentino Alto Adige - Bolzano): Punta di Oberettes (m 3459)
Dolomiti, Gruppo delle Odle (Trentino Alto Adige - Bolzano): Odla
di Valdussa (m 2936)
Dolomiti, Gruppo del Sassolungo (Trentino Alto Adige): tour delle forcelle
Dolomiti, Gruppo di Cima Bocche : Cima Iuribrutto (m 2697)
Dolomiti, Gruppo delle Tofane: Tofana di Rozes (m 3225)
Dolomiti, Val Zoldana (Veneto): Forcella delle Sasse (m 2425)
Oltre le Alpi
Caucaso (Russia): Monte Elbrus (m 5633)
Text © by Maurizio Panseri
Fotos © by Maurizio Panseri,
Alberto Valtellina