Monte Madonnino (2502 m)

Regione: Alpi Orobie, Valle Brembana, provincia di Bergamo

Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione valle brembana - Zogno, Piazza Brembana, Branzi, Carona

Punto di partenza: Carona (m 1116), a stagione avanzata Lago del Prato (m 1650) o diga di Fregabolgia (m 1875)

Difficoltá: buon snowboarder, con partenza dalla vetta ottimo snow-border

Dislivello: m 1386, dalla diga m 627

Tempo di salita: h 5, dalla diga h 2

Esposizione: ovest, nord

Attrezzatura consigliata: Utili piccozza e ramponi

Valanghe: Bollettino valanghe

Periodo migliore: Febbraio-Maggio

Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80 itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS

Cartografia : Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo, Valle Seriana

Schizzo

Note : Si consiglia di effettuare la gita a stagione avanzata salendo in auto (meglio fuoristrada) sino al Lago del Prato (m 1650) o alla diga di Fregabolgia, al fine di evitare la lunga e poco surfabile stradina. Escursione nel complesso facile e adatta a tutti, la discesa direttamente dalla vetta è consigliata solo agli esperti. Per chi volesse fermarsi più giorni, il rifugio Calvi vi aspetta, con almeno altri itinerari interessanti e numerose varianti (vedi per esmpio il Monte Cabianca).

Text and Fotos by: Maurizio Panseri

start snowboard alpinismo

Aprile 1999, diga di Fregabolgia. A sinistra, il versante sud: magliette, pantaloncini, prati fioriti; a destra, il versante nord, neve e le severe pareti del Valrossa, Cabianca, Madonnino e Grabiasca.

vista dal lago di Fregabolgia
Zaino e tavola in spalla e mi incammino, con decine di escursionisti incuriositi, verso il rifugio Calvi. La neve è dura, bene. Osservo la parete nord da cui voglio scendere, trecento metri ripidi, sino a 45°, probabilmente con neve perfetta, completamente trasformata, con due dita di "molle" sopra, che tengono inchiodata la lamina al pendio. Al Portulino calzo i ramponi e risalgo la cresta nord-est sino alla vetta, alla mia sinistra le verdi ed ampie conche del Cardeto, con i loro incantevoli laghetti.

In vetta incontro un sacco di escursionisti e qualche scialpinista, prendono il sole e si godono la giornata. Qualche saluto e qualche chiacchiera mentre chiudo i bastoncini, preparo la tavola, chiudo gli attacchi ed impugno la piccozza. Mi sporgo sul versante nord…mamma mia come è ripido! Respiro, faccio uscire la tavola, la neve è buona come immaginavo, morbida in superficie, devo fare la prima curva e poi il resto verrà da sé. Parto, prendo il ritmo, mi rilasso e senza accorgermi mi ritrovo a surfare sui rotondi dossi sino al lago dei Curiosi. Che peccato è già finita e allora tavola in spalla, il Cabianca e il Valrossa con lo stupendo vallone di discesa mi stanno aspettando.

vista sul Grabiasca e sul Diavolo di Tenda
Si consiglia di effettuare la gita a stagione avanzata salendo in auto (meglio fuoristrada) sino al Lago del Prato (m 1650) o alla diga di Fregabolgia, al fine di evitare la lunga e poco surfabile stradina. Escursione nel complesso facile e adatta a tutti, la discesa direttamente dalla vetta è consigliata solo agli esperti. Per chi volesse fermarsi più giorni, il rifugio Calvi vi aspetta, con altri itinerari interessanti e numerose varianti.

SALITA
Da Carona si segue la strada che conduce alla diga di Fregabolgia, passando per i Pagliari ed il Lago del Prato. Costeggiare l'invaso sul lato sinistro sino al rifugio Calvi (m 2015), poco prima piegare a destra in una conca e risalire vallette e dossi in direzione del Passo della Portula a quota 2200 m, piegare a destra in direzione del Passo Portulino (m 2305). Lasciata eventualmente la tavola, risalire la parete nei pressi della cresta nord-est sino in vetta.
pendii prima del passo Portulino
DISCESA
Per chi ha lasciato la tavola al Portulino, rientrare a piedi e scendere lungo l'itinerario di salita, o dove più vi piace, senza infilarvi nei pasticci.
Per chi è salito con il fardello sino in vetta, valutata bene la consistenza della neve, si può scendere dal percorso di salita oppure il versante nord e nord-ovest, offre diverse possibilità tra i 40° e 50°, tra cui: ritornare sui propri passi e prima di riprendere il tratto ripido fatto in salita uscire sulla parete a sinistra dello sperone nord; oppure continuare lungo la cresta, che dalla vette scende ad ovest, sino alla tacca dei curiosi da cui parte uno stupendo canalone, da godersi sino al lago dei curiosi.

Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.