Le Alpi Orobie formano una lunga catena di cime di vario aspetto allineate per oltre 50 km in direzione est-ovest, dalla sponda orientale del lago di Corno allo sponda destra del fiume Oglio in Valcamonica, caratterizzata da rilievi tra i 2000 e 3000 metri e da profonde incisioni vallive.
Dal punto di vista morfologico, la catena delle Orobie a nord scende in Valtellina con un ripido versante che presenta incisioni vallive secondarie quasi sempre trasversali, i cui torrenti si riversano nell'Adda. Tra le più suggestive di queste valli ricordiamo la Valle di Tartano, la Val Venina e la Val Belviso. Fanno già parte invece del bacino dell'Oglio la Val Campovecchio e la Val Brandet.
Il versante meridionale si presenta più aperto ed è costituito da valli (valle del Brembo, del Serio, di Scalve) a prevalente andamento nord sud, che alimentano i principali fiumi bergamaschi. Il settore centrale tra il Passo di Venina e di Belviso rappresenta il tratto più elevato e spettacolare in cui si elevano le cime più alte delle Orobie, che raggiungono la massima quota nel Pizzo Coca (3050 m). La catena delle Orobie possiede piccoli ghiacciai rivolti verso nord nella zona centro orientale a quote intorno ai 2300-2500 metri.
Nel secolo scorso ne vennero censiti una quarantina, mentre risultavano ridotti a 21 dopo il rilievo eseguito dal Comitato Glaciologico Italiano del C.N.R. negli anni 1957/1958.
Nel territorio del Parco rientrano inoltre un centinaio di laghi e laghetti quasi tutti di origine glaciale, concentrati soprattutto nella catena delle Alpi Orobie vere e proprie (nella foto il lago di Barbellino). Alcuni di questi, tuttavia, sono sfruttati a scopi idroelettrici, altri, ormai giunti in fase di senilità, sono quasi interrati dando origine ad importanti ambienti di torbiera.
Nel quadro della vegetazione presente nelle Alpi Orobie i boschi rivestono primaria importanza, sebbene le specie che li compongono siano comuni ad altre zone delle Alpi. Molto interessante è esaminare la loro distribuzione: si rileva infatti una notevole diversità tra il versante nord, cioè quello Valtellinese, rispetto al versante sud, bergamasco e bresciano. Le fasce vegetazionali sono quelle dell'orizzonte montano inferiore, costituito da latifoglie e faggete, e dell'orizzonte montano superiore, costituito da peccete, A quote più alte si arriva al limite della vegetazione arborea e arbustiva oltre il quale dominano le praterie.
Sulle Orobie vive ancora una fauna alpina molto varia, oltreché discretamente numerosa. Il patrimonio va da alcuni ungulati fino alla avifauna, sia stanziale che migratoria. In questi ultimi anni si è assistito ad un aumento della selvaggina ungulata, dovuto soprattutto all'istituzione di oasi di rifugio e di aziende faunistiche, dove vengono attuati programmi di gestione e piani di abbattimento, nonché bandite di caccia in cui la fauna selvatica può riprodursi in condizioni di minor disturbo.
back