Cima di Timogno (m 2099)
 

Regione: Alpi Orobie, Valle Seriana, provincia di Bergamo

Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione valle Seriana - Albino, Ponte Selva, Gromo, Spiazzi di Boario (cartina)

Punto di partenza: Spiazzi di Boario, piazzale degli impianti (m 1146)

Difficoltá: buon snowboarder

Dislivello: m 955, con l'uso della seggiovia m 480

Tempo di salita: h 2,30, con l'uso della seggiovia h 1,30

Esposizione: nord, ovest

Attrezzatura consigliata: Utili piccozza e ramponi

Bollettino valanghe

Periodo migliore: Dicembre-Marzo

Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80 itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS

Cartografia : Kompass 1:50.000 n° 104: Foppolo, Valle Seriana

Altri itinerari da Spiazzi di Boario: Monte Avert, Cima Benfit

Avert - Benfit - Timogno

Cartina

Text by: Maurizio Panseri
Fotos by: Maurizio Panseri,
Alberto Valtellina


start snowboard alpinismo


in vetta
Domenica 14 gennaio 2001 ore 7,30 sono solo, m 1700 sulla spalla del Timogno, scietti ai piedi e tavola sullo zaino, emergo dalle nebbie e mi fermo. Sipari di montagne innevate escono come isole da un mare di nubi che giace nel fondovalle, il sole sta sorgendo ed inizia ad accendere di una luce arancione le cime più alte. Trenta centimetri di bella polvere su fondo duro, la spalla ed il versante ovest sono già completamente tracciati.

Che meraviglia! In cima mi accoglie il sole appena sorto dietro i bastioni della Presolana: i versanti sud sono immacolati, cambio gli attrezzi velocemente e mi gusto 500 metri di discesa lungo la spalla sud, sud-est.
gli ampi pendii sotto la spalla
Risalgo, non pago, batto traccia sino alle creste e alla Cima Benfit, uno scialpinista mi rincorre, dopo essersi anche lui goduto la discesa lungo la spalla sud. Due pernici bianche si involano da sotto una cornice a pochi metri da me, eleganti planano lungo i pendii sud, che emozione!… Perché non seguirle? Cambio gli attrezzi per la seconda volta e giù sugli ampi e vergini pendii sino alla Baita Rigada. Le nubi salgono e scendono inghiottendomi, mentre mi preparo per risalire alla Cima Timogno.

Sono in vetta, è un gran casino decine e decine di scialpinisti ovunque a godersi il sole e a chiacchierare come al bar. Saluto alcuni amici e mi preparo per l'ultima discesa lungo il pendio ovest, sino a sprofondare nel mare di nubi e ritrovarmi sulle piste e sotto gli impianti.

al colle Vodala
Gita effettuabile durante tutta la stagione, evitare dopo abbondantissime nevicate, molto frequentata, quindi scordatevi la solitudine, tranne dopo il tramonto e prima dell'alba, con bella luna piena è un punto di ritrovo per gli affezionati. Frequentata anche da escursionisti e quindi generalmente ben pistata anche per chi vuole salire a piedi, senza l'ausilio di scietti, portarsi comunque una picozza nel caso di neve dura.

In relazione alla sicurezza del manto nevoso e di quanta benzina avete nelle gambe, si possono fare belle discese sugli ampi pendi che si aprono a sud est della vetta, verso la Valzurio, il rientro alla base oltre che dal versante di salita può essere effettuato anche dal vallone a nord ovest, delimitato dalle creste che collegano la Cima di Timogno alla Cima Benfit (m 2172)

SALITA
sotto il colle Vodala
Risalire le piste degli Spiazzi, passando per la baita Pagherolo (m 1437) e giungendo presso la Baita Vodala (m 1625) nei pressi dell'arrivo della seggiovia. Sia i baldi ed energici border saliti senza l'ausilio degli impianti, che quelli scoppiati o furbetti (secondo i punti di vista) arrivati in seggiovia, devono procedere in direzione nord sino al colle, da dove lungo un ripido e panoramico spallone si giunge in vetta, impossibile sbagliare strada. DISCESA
Dopo avere valutato la possibilità di scendere e risalire i pendii sud-est, o discendere dal vallone nord-est, eventualmente tornate sui vostri passi e con molta neve seguire l'itinerario di salita, mentre con condizioni di sicurezza del manto nevoso, assaggiate pure il ripido pendio ovest, sino al limite della vegetazione arbustiva e con lunghi traversi rientrate al punto di arrivo degli impianti. La discesa diretta dalla vetta, sul ripido versante ovest, è da farsi assolutamente con neve sicura, più volte ho visto staccarsi simpatiche slavine che convogliate nel canale sottostante, percorrono allegramente 500 metri di dislivello fermandosi nel bosco.

Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.