Regione: Alpi Orobie, Valle
Seriana, provincia di Bergamo
Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione
valle seriana - Albino, Ponte Selva, Valbondione, Lizzola
Punto di partenza: Lizzola,
parcheggio dello skilift
più alto, dove termina la strada (m 1265)-
Difficoltá: buon snowboarder - alpinista
Dislivello: 1559 m
Tempo di salita: h 5
Esposizione: ovest, sud
Attrezzatura consigliata: Utili piccozza e ramponi
Valanghe: attenzione ai pendii del monte Crostaro
Bollettino
valanghe
Periodo migliore: Marzo-Aprile
Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80
itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS
Cartografia : Kompass 1:50.000 n° 104: Foppolo,
Valle Seriana
Schizzo
Note : Questo itinerario puó essere combinato
con il Monte Sasna
Text by:
Maurizio Panseri
Fotos by:
Maurizio Panseri
Alberto Valtellina
start snowboard
alpinismo
Buio, freddo, molto freddo, il cielo è stellato, zaino
in spalla e scietti in mano, risaliamo la stradina sino sul piano di Lizzola,
dove mettiamo i nostri attrezzi ai piedi.

Sotto le pendici del Crostaro attraversiamo notevoli cumuli di valanga, la neve
e dura, è un continuo leva e metti, finalmente la valle si allarga e
risaliamo il ripido pendio sino alla Baita di Sasna.
Scambio di battute con Alberto in merito al fatto che oggi la neve non mollerà
per niente e le due dita di neve molle in cui speravamo, resteranno un miraggio.
Arriviamo in vetta con un bel sole, che scalda veramente poco, alcuni scialpinisti
ci guardano perplessi e ci chiedono se valga la pena portarsi tutto quel peso
sulle spalle, la risposta è immediata e naturale: "sicuramente si" io,
"sicuramente no" Alberto.
Partiamo dalla vetta scendendo i ripidi pendii sulla destra della cresta con
neve ventata e polverosa, l'ingresso sul pendio triangolare è delicato,
con la neve dura e quella pendenza, se si appoggia il sedere per terra è
poco probabile riuscire a fermarsi, se non nella conca 200 metri più
in basso.
Dagli zaini sbucano i "piccozzini" utilissimi in queste situazioni per frenare
un eventuale scivolata. La discesa è comunque piacevole e mi fa apprezzare
le lamine appena rifatte e la mia tavola "alpin", Alberto non è esattamente
della medesima opinione...
Una grande classica di grande soddisfazione, frequentata anche se con un consistente
dislivello ed un buon sviluppo, effettuabile in tarda stagione e comunque con
neve perfettamente assestata. Consigliata agli incalliti e comunque a chi è
disposto a faticare.
Se durante la discesa la scimmia vi si è avvinghiata sulle spalle e non
potete farne a meno, giunti alla Baita di Sasna (m 1961) risalite al passo di
Sasna (m 2139) e da li al Monte Sasna (m 2229), da dove potete godervi altri
mille metri di discesa ed evitarvi i traversoni ed il pianone finale.
SALITA Dal parcheggio (albergo Camoscio) salire lungo la stradina in
direzione est sino alla Piana di Lizzola, attraversarla completamente, tenendo
la sinistra idrografica del torrente, cioè la destra secondo il senso
di marcia, sino dove la valle si fa stretta. Risalire il primo risalto tenendo
sempre la destra, lungo la traccia del sentiero estivo, con lunga diagonale
tagliare la base dei ripidi pendii del Monte Crostaro, sin dove la valle si
allarga. Salire sempre in sinistra idrografica, lungo il fondovalle, sino ad
entrare in una conca chiusa da una fascia rocciosa. Lungo questo tratto si consiglia
di non pensare a come sarà il ritorno, ma da qui in poi iniziate pure
ad immaginare le vostre traiettorie di discesa.
Voltare nettamente a destra ed in direzione sud risalire un ripido pendio sino
a sbucare nella conca della Baita di Sasna (m 1961). Piegare nuovamente verso
est e risalire vallette e dossi, spostandosi continuamente verso sinistra, dopo
avere contornato alla sinistra un dosso roccioso, alla quota 2145 attraversare
la valle e portarsi sul pendio opposto. Risalire il pendio puntando ad uno sperone
roccioso, sotto cui transitare per immettersi in un ampia conca, chiusa a nord
da un pendio triangolare, da risalire sin dove è possibile, di solito
presso la sommità del pendio sulla sinistra ed a volte sulla destra si
giunge alla cresta, da seguire sino alla campanella di vetta, rigorosamente
da suonare.
DISCESA Lungo l'itinerario di salita, con possibile variante per il
Monte
Sasna. Con neve buona, portatevi pure la tavola in vetta, la partenza dalla
vetta, la cresta e l'ingresso sul pendio triangolare, possono regalarvi solleticanti
sensazioni.
Informarsi sul pericolo di valanghe prima
di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde
di incidenti.