Per festeggiare il terzo compleanno di Bike&Board, a voi un racconto a quattro mani
 

 

www.bike-board.net

UNA STORIA IN DUE

 Luglio 2000, Dolomiti, salita da Panaveggio verso il passo Lusia.

Gennaio 1994, Svizzera, Alpi Grigionesi, Chilchalphorn.

Nel silenzio del bosco sento le ruote della mia mountainbike farsi largo sul fondo sconnesso della vecchia strada militare, il cuore batte velocemente, il mio cervello non fa che pensare a mille cose differenti contemporaneamente.

Con la solita banda di assatanati scialpinisti bergamaschi, mi preparo per questa succulenta gita: 1400 m con 40 cm di fresca tutta per noi, appena depositata dal cielo. Stefano toglie dall’auto un paio di ciaspole, si scatena l’ilarità generale. Taciamo sconcertati, quando sornione estrae come un prestigiatore una tavola. Coro generale: “Che c…o fai? Non è roba per fare scialpinismo”

Un pensiero si imprime più di ogni altro: comunicare alla gente quello che sto provando in questo momento, su questa salita, in queste montagne. Mi fermo.

Durante la salita Stefano arranca nella neve profonda, molti continuano a ridere e qualcuno incomincia a pensare, proiettandosi in un futuro immediato: “Salire sarà duro, ma scendere dovrebbe essere libidinosissimo”.

Aspetto che Lorenz, il mio compagno d´avventura, mi raggiunga.

In vetta aspettiamo Stefano per parecchie decine di minuti.

Immerso com´ero nelle mie riflessioni non mi sono neanche accorto di aver pedalato a tutta velocità.

Qualcuno lo sbeffeggia, qualcuno rimugina in silenzio, godendosi il panorama che ci circonda.

Nei minuti di attesa si fa chiara un´idea in me.

Stefano arriva trafelato e gigioneggia, con quell’aggeggio legato sullo zaino.

Creare un sito che parli di mountainbike e di snowboard alpinismo.

Pochi minuti dopo, un’orda barbarica fa scempio del primo immacolato pendio.

Le due cose non potrebbero adattarsi meglio l´una all´altra. Entrambe richiedono forte determinazione per riuscire a sopportare le fatiche della salita. Entrambe si svolgono in montagna e a contatto con la natura. Entrambe sono più uno stile di vita che un hobby.

Tutti si fermano per godersi lo spettacolo di Stefano, chi con curiosità, chi sicuro di vederlo rotolare come una palla e farsi altre due risate. Tutti restiamo ammutoliti. Curve ampie e veloci, nuvole di neve che si alzano verso il cielo. Urlando come un matto, ci passa a fianco e sparisce lungo il pendio sottostante.

Lorenz si fa presto convincere. Il nome del sito nasce spontaneo: "Bike&Board". Semplice, diretto e completo.

“Ma dove c…o ha imparato ad usare quell’arnese” ci buttiamo nell’inseguimento, inutile. Possiamo solo seguire una traccia pulita ed elegante lasciata dal suo passaggio, per trovarlo fresco e sorridente all’auto

Nel giro di qualche mese abbiamo accumulato materiale a non finire. Non è stato difficile. È bastato fare quello che più ci piace, e cioè andare in giro in mountainbike per le Alpi scattando qualche foto.

Tutti arrivano e si scatena la discussione: “ma non sarà il modo di andare in montagna!?” “ma vuoi mettere la bellezza di una serpentina stretta con gli sci e le ginocchia incollate” “non è naturale tribulare così in salita e volare in discesa” e via di questo passo. Stefano fa spallucce, mentre qualcuno gli ha rubato la tavola e sta provando questo nuovo gioco sui pendi dietro il parcheggio.

Arriva novembre, andiamo "in onda". Prima solo in tedesco, poi anche in italiano. Durante il primo mese ci cliccano circa 3000 persone, senza reload ( 1 persona = 1 click, anche se visita il sito più volte), si intende.

Con Alberto, da perfetti ignorantoni autodidatti, ci procuriamo due tavole ed incomincia la nostra avventura. “Cosa vorrà dire soft e hard, freerider e alpin? Leggendo queste riviste, non si capisce una sega. Belle le foto ma non mi sembra il mio mondo” Quindi unico principio spendere poco e mutuare il più possibile dallo scialpinismo.

Arriva l´inverno, vengono descritte le prime gite in snowboard. Su Planet Mountain viene pubblicato un mio giro nelle Dolomiti, cosa che fa salire ancora di piú l´interesse per il nostro sito.

Inverno 2001. Dopo anni di formazione autarchica e anarchica,  e nel sacco decine di gite tra le nostre Orobie ed a zonzo per le Alpi, scopriamo che qualcun altro ama sfacchinare in salita con la tavola in spalla e godersi i piaceri di quello che noi definiamo “snobòalpinismo”.

Entra in gioco Maurizio, che, con il contributo di Alberto, si dá volontario per scrivere in italiano itinerari in tutte le Alpi.

Gli altri, che amano i nostri stessi deliri, hanno un nome: Marco ed i suoi amici Lorenz ed Edgar. E finalmente scopriamo che c…o vuol dire “beccauntri” e che questa parola esprime esattamente ciò che ci piace fare

Si forma la “criù”, la banda, la tribù, … fate un po’ voi. L’entusiasmo serpeggia. Il sito cresce e collaboriamo con riviste specializzate, facciamo test, ci consumiamo le dita sulla tastiera del computer. E la gente legge, ci chiede informazioni, la community diventa ogni giorno più grande.

Adesso mi fermo, non su una salita nelle Dolomiti ma di fronte al computer, e rileggo cosa ho appena scritto e di quanta gente ho parlato.

Anch’io  mi fermo e respiro, la luna piena di questa notte, rischiara la stanza e contrasta con il riverbero dello schermo del computer, facendomi pensare a tutte le lune piene che ho surfato in questi anni, da solo ed in compagnia.

Chi avrebbe mai immaginato che le montagne unissero le passioni di così tante persone? La nostra esperienza nel backcountry diventa un modo più profondo di affrontare la vita in un mondo che ci permette di vedere tutto, ma allo stesso tempo di vivere solo una minima parte del tutto. Paradossale ma vero. Una seggiovia e una salita battendo la traccia in mezzo metro di neve fresca marcano la gigantesca differenza fra il sentire sulla propria pelle il respiro della montagna ed il futile piacere di una discesa su una pista battuta. Più veloce, più bravo, più ricco. Chi riesce a staccarsi da questo modo di interpretare la vita saprà apprezzare il gusto di battere la propria traccia, lontano dalla massa e potendo dare libero sfogo alla propria creatività senza doversi sentire in perenne concorrenza. Bike&Board e Mtb-Forum.it sono nati battendo una traccia che si vorrebbe non finisse mai. Non solo perché anche la salita è, per noi con lo snowboard sulle spalle, un momento magico. Ma soprattutto perché più saliamo e più abbiamo da scendere su quel fianco immenso, nella polvere appena caduta. Anche in discesa ciascuno disegnerà la propria linea. Abbiamo iniziato a salire in pochi, siamo arrivati in vetta con tanti altri appassionati come noi e ora, dopo la discesa, ci giramo tutti quanti per ammirare le nostre serpentine sulla montagna.

E alzi la mano chi non ha voglia di salire un´altra volta!

 

Testo: Marco Toniolo & Maurizio Panseri

Supervisor: Lorenz Psaier

Foto: Maurizio Panseri & Sergio