| Gran Paradiso(m 4061) |
Regione: Parco
Nazionale del Gran Paradiso
Punto di partenza: Pont (1960m), Valsavaranche, Valle d'Aosta.
Come arrivarci: Aosta - Villeneuve - Valsavaranche fino alla fine
della strada asfaltata.
Roadbook
1. giorno: da Pont seguire le piste da fondo verso il fondovalle. Dopo
circa 1/4 d'ora prendere a sx ripidi in mezzo al bosco seguendo il sentiero
estivo che conduce al rifugio Vittorio Emanuele.
2. giorno: dal rifugio in direzione Nord-Est fino all'inizio del ghiacciaio
(primo muro). Continuare fino al secondo muro (delle volte ghiacciato, con
lo splitboard può essere problematico. Eventualmente mettersi i ramponi).
Siete adesso sul dosso, dove due ghiaciai si incontrano (Paradiso e Laveciau).
Poco prima della crepaccia terminale lasciare le tavole e proseguire a piedi.
Ultimo pezzo su rocce facile ma esposto fino alla Madonnina.
Discesa: come salita
Metri di dislivello
1. giorno: 800
2. giorno: circa 1300
Esposizione: N, E
Rifugio: Rifugio Vittorio Emanuele II (2775m), Tel +39-0165-95920.
Periodo migliore: Aprile - Maggio
Valanghe: Valle d'Aosta
Difficoltà: media
Materiale: Ramponi
Cartografia: IGM 1:50.000 "Gran Paradiso"
Text & Fotos by Marco Toniolo
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| In vetta |
start snowboard alpinismo quota 4000
Con lo snowboard in Paradiso
4061 metri. Non sono mai stato cosí in alto. Seduto accanto alla Madonnina
guardo lo strapiombo sotto i miei piedi e l´enorme fianco del ghiacciaio
che fra poco surferemo con le nostre tavole. Ce l´abbiamo fatta.
Siamo partiti ieri da Pont (1960m) in Valsavaranche con i nostri splitboard
ai piedi. Il cielo è blu che piú blu non si puó, non
c´è una nuvola. Ci incamminiamo verso il Vallon Seyvaz, la neve
gelata porta i segni dei numerosi sciatori dello scorso weekend. A parte me
e Edgar non c´è nessuno in giro oggi, il silenzio viene rotto
solo dal frusciare delle pelli di foca sulla neve. Dopo una mezz´ora
di marcia cominciamo a domandarci dove dovrebbe essere il ripido fianco che
ci porterebbe al Rifugio Vittorio Emanuele II. Guardiamo i pendii occidentali
del vallon Seyvaz e vediamo solo rocce e punti senza neve, non riusciamo a
capire dove dobbiamo salire. Le molte tracce non ci aiutano certo nell´orientamento
e probabilmente il bel tempo degli ultimi giorni ha sciolto molta neve sul
fianco che noi dovremmo salire. Uno sguardo alla carta e decidiamo senza indugi
di proseguire per il vallone Seyvaz fino ai piedi del ghiacciaio del Grand
Etret, da lí prenderemo verso sud per arrivare al rifugio. Allungheremo
di molto la nostra marcia, ma non abbiamo fretta.
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Sono giá le dieci, il sole picchia, non c´è un alito
di vento e noi sudiamo come in un forno. Facciamo una breve pausa prima di
cominciare l´attraversamento dei fianchi del Ciarforon, la neve si sta
smollando e noi passiamo velocemente uno alla volta sotto imponenti pendii
che sembrano fatti appposta per essere surfati. Un´altra volta, adesso
abbiamo un altro obiettivo.
Giunti sulla spalla che separa il Ciarforon dalla Tresenta vediamo sotto di
noi la sagoma del rifugio. Montiamo le nostre tavole e in men che non si dica
eccoci scendere con ampie curve in direzione ristoro. Sembra quasi di essere
in estate, gli ospiti sono seduti sui banconi al sole in maglietta a maniche
corte. Solo le improbabili quantitá di neve attorno al rifugio ci ricordano
che quassú è ancora inverno.
Le nostre tavole smontabili svegliano la curiositá di tutti, il gestore
ci prende in simpatia e ci descrive le condizioni della neve sulla salita
verso la cima del Gran Paradiso, ci chiede se abbiamo i ramponi, altrimenti
ce ne procurerebbe un paio a testa. Un valligiano, che domani vuole salire
fino in vetta, ci domanda se puó aggregarsi a noi, dato che lui è
in giro da solo. Ivan, questo il suo nome, ci vuole fare da guida in cambio
della nostra compagnia. Accettiamo volentieri.
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