Gran Paradiso(m 4061)
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Il rifugio Vittorio Emanuele II è un punto d´appoggio per la salita sul Gran Paradiso, sia in estate che nella stagione dello scialpinismo. Dei cartelli affissi alle pareti ci ricordano della folla che soprattutto in estate riempie i duecento posti letto disponibili: leggiamo di turni per la cena e la colazione, di prenotazioni vivamente consigliate e Ivan ci racconta della carovana di gente che nei giorni di bel tempo sale a piedi verso la cima. Noi contiamo oggi circa 20 ospiti, per la maggior parte francesi. Siamo ad inizio aprile.

La sveglia suona alle sei in punto, facciamo colazione e ci prepariamo per il grande giorno. I francesi si mettono a ridere vedendo i nostri grossi "coltelli". Non capisco l´ironia, la neve è gelata e sicuramente ne avrebbero bisogno anche loro. Partiamo prendendo subito un buon passo, ci lasciamo velocemente i francesi alle spalle e attacchiamo il primo ripido pendio. Qui la neve è ancora polverosa, io e Edgar , pur avendo scarponi da snowboard morbidi che non imprimono una pressione ottimale alle lamine, saliamo senza problemi. Dopo un pezzo piuttosto pianeggiante arriva il mostro: un fianco bello ripido, ghiacciato e risalito da una traccia (per noi snowboarder) criminale. Questa taglia il pendio due volte nella sua completa lunghezza. A 3500 metri di altitudine la bella neve polverosa è stata spazzata via, camminiamo praticamente su placche di ghiaccio. Maledicendo gli scarponi morbidi ci arraffiamo alla bell´e meglio, facendo particolarmente attenzione all´ultimo pezzo, dove un passo falso significherebbe la fine di questa storia. I nostri bei "coltelli" fanno il loro dovere ed è con soddisfazione che, una volta arrivati in cima al pendio, vediamo i francesi battere in ritirata ai piedi di quest´ultimo. Niente "coltelli"?
A circa 3850 metri ci mettiamo i ramponi, passiamo per l´innocua crepaccia terminale e ci arrampichiamo sul granito della vetta. Stupendo: Monte Bianco, Monta Rosa, Monviso e sotto di noi 2000 metri di dislivello da surfare. Siamo i primi a giungere quassú con la tavola? Non lo sappiamo e ora non ci importa, quassú ci sentiamo come dei re.

Mentre scendiamo dalla cima ci viene incontro Giovanni, valligiano pure lui, in giro da solo e partito stamattina da Pont (!!). Entusiasta dei nostri snowboard decide di scendere con noi e di mostrarci i passaggi piú belli della discesa. Dopo il primo pezzo ghiacciato arriva la libidine polverosa: scendiamo tutto d´un fiato fino al rifugio Vittorio Emanuele II, lasciando dietro di noi ampie tracce come segno della nostra impresa.
Il gestore si congratula con noi, ci offre un piatto di spaghetti e una birra, insieme a Ivan e Giovanni festeggiamo la nostra ascesa con lo snowboard. L´adrenalina scorre ancora nelle nostre vene quando salutiamo il personale del rifugio (ormai ci conoscono tutti) e seguiamo le nostre due "guide" nella discesa a valle, seguendo la via che ieri non abbiamo trovato. Giunti al bosco capiamo il perché delle nostre difficoltá di orientamento di ieri: c´è poca neve, e quella poca giace sulle serpentine del sentiero estivo. Funamboleggiando fra rocce e alberi sudiamo le nostre brave sette camice per arrivare a valle dove la fatica lascia spazio all´entusiasmo:è stata una giornata da Paradiso!

start snowboard alpinismo