Presanella (m 3556)

Intro: Gita grandiosa, una superclassica di primavera, meglio percorrerla guando la neve e scomparsa nella parte bassa, almeno sino a quota 1800. Se si è dotati di un fuoristrada è possibile ridurre il dislivello salendo lungo lo sterrato sino ai Pozzi Alti (m 1884) dove s’imbocca il sentiero 233, in direzione del Rif. Denza.

Gruppo: ADAMELLO

Valle: VAL DI SOLE

Provincia: TRENTO

Accesso: due possibilità. 1 - da Trento entrare in Val di Sole passaree per Cles e Malè sino a Vermiglio. 2 - dalla Val Camonica, risalirla sino al passo del Tonale e scendere in Val di Sole sino a Vermiglio

Punto di partenza: Stavèl, frazione di Vermiglio, parcheggiare l’auto dove inizia una sterrata che attraversa i prati sino ai Masi Stavèl

Difficoltà: buon snow-boarder alpinista

Esposizione: nord e ovest

Dislivello: m 2321; oppure pernottando al Rif. Denza 1063 I° giorno e 1258 II° giorno

Tempo di salita: h 4 + h 4

Bibliografia: Dal Sempione allo Stelvio, edizione CDA
Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 71 “Adamello - La Presanella”

Periodo consigliato: aprile - giugno

Materiale consigliato: ramponi e piccozza

Text by: Maurizio Panseri

Fotos by: Maurizio Panseri

E’ strano, in questa piovosa domenica d’Aprile, scrivere qualcosa della mia cavalcata con lo snowboard sulla Presanella. Strano soprattutto perché in questo avaro inverno è difficile pensare che la scorsa stagione sia stata reale, una stagione ricca di neve, di tanta neve, costellata di lunghe salite e fantastiche discese, una stagione terminata con questa cima ad estate ormai iniziata.
Domenica 8 luglio 2001, avete letto bene era il mese di luglio, mi sono goduto una fantastica giornata di sulle nevi di questa bella cima. In scarpette da ginnastica e uno zaino da paura, tra rododendri in fiore e larici ormai non più spogli, salgo sino al Rif. Denza. Calzo gli scarponi, continuo a piedi sino oltre la morena e risalgo la vedretta, con lo sguardo calamitato alla mitica parete nord, sognando il giorno in cui sarò in grado di scenderla, uno scivolo di 700 m sino a 55° dove Toni Valeruz, sciatore dell’estremo simpatico e dissacratore, anni fa, vestito in “frack”, è salito posizionando paletti da slalom ed è sceso tranquillamente con un cilindro in testa. Sotto il passo di Cercen calzo i ramponi, che non tolgo nemmeno sulle roccette che mi portano, cinque ore dopo la partenza, vicino alla croce di vetta. Il panorama e la giornata sono da urlo, mi riposo e mi godo questo paesaggio fantastico, pensando al meraviglioso discesone che mi aspetta. Il cilindro e la nord li rimando volentieri alla prossima volta.

SALITA
Da Stavel, percorrere lo sterrato sino ai Masi, proseguire sullo stradello, sino dove termina, sul fondovalle. Imboccare verso destra un ripido sentiero che sale nel fitto bosco ed attraversa una fascia rocciosa, grazie ad un caratteristico scavo (la scalazza), sino ad incrociare il sentiero n° 233, che proviene dai ruderi del Forte Presanella ai Pozzi Alti. Proseguire sino al Rif. Denza (m 2298). Proseguire oltre puntando alla morena, che si supera, immettendosi sul ghiacciaio, al cospetto della spettacolare parete nord. Risalire il ghiacciaio che si impenna sotto il passo del Cercen (m 3022), in direzione est, risalire i ripidi pendii che portano alla sella Freshfield (m 3375) tra la Cima do Vermiglio ed il Monte Gabbiol. Dopo una breve discesa, si continua con un ampio giro in senso orario, sino sotto i pendii finali che portano alle roccette di vetta, con breve arrampicata finale si giunge alla croce.

DISCESA
Fantastica lungo l’itinerario di salita, con due possibili varianti. Dalla vetta, appena possibile calzare la tavola e scendere nella conca sottostante, puntando direttamente alla sella di Freshfield, che si guadagna con una risalita a piedi di circa 100 m di dislivello, in tal modo si evita il lungo traverso e comunque l’inevitabile breve risalita finale. Altra variante possibile è quella che non prevede il passaggio dal Rifugio, invece che oltrepassare la morena, proseguire sulla vedretta ed i ripidi pendii sottostanti sino ad imboccare un canale di valanga, che porta in un tratto pianeggiante a quota 1800 m, da dove si risale in breve ai ruderi del Baito Presanella (m 1830) e da qui a quota 1900 dove si incrocia il sentiero di salita.