| Austria: Schmirntal |
19/20 gennaio 2002
Il Jochgrubenkopf (2453 m) è una cima emblematica, oltre che essere
posizionata al centro della valle e garantire un superbo panorama, presenta
un itinerario classico di salita e discesa. In realtà tutti i versanti
si prestano per favolose discese, non c'è che da scegliere in funzione
della neve, della sicurezza, della proprie capacità ed della proprie
forze.
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| Pausa pranzo con panorama da Himalaya |
Sembra un miraggio, ma anche dopo 15 giorni di sole, in cui orde assatanate di scialpinisti di ogni nazionalità hanno saccheggiato le valli austriache, con un poco di fantasia ed un supplemento di fatica, abbandonate le "autostrade" super frequentate, scoviamo ancora un ampio vallone dove le nostre tavole possono lasciare i loro ricami sulle candide falde di un mantello ancora immacolato.
La neve in alcuni punti è un poco pesante, quindi "croce" per gli amanti dello sci, ma "delizia" per chi ha entrambi i piedi inchiodati su un'unica tavola. Daniele si entusiasma comunque, nonostante i suoi due assi siano inesorabilmente fagocitati da una neve a volte non perfetta. Paolo, Marco e Lorenz volano con le loro tavolette tra un dosso e l'altro, danzando tra i larici e gli ontani, che diventano sempre più fitti. Nel bosco navighiamo a vista, percorrendo virtuali corridoi tra abeti e cembri, come in un labirinto, con la speranza di avere scelto la direzione giusta. Il pendio è ripido, la neve è profonda e polverosa, sembra una fiaba, folletti ed elfi sorridono al nostro passaggio, nascondendosi tra gli alberi.Come per incanto ci ritroviamo oltre il bosco, sui prati di fondovalle a due passi dall'auto e dalla gastehause dove, sorseggiando una weissbier, guardiamo i monti oltre le vetrate e parliamo delle mille gite che ci aspettano il giorno successivo.
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| Discesa di Maurizio nel canalone (secondo giorno) |
Dopo una notte meravigliosa, passata sotto soffici piumoni, ed un'abbondante
colazione, servitaci dalla cordiale padrona di casa, Frau Johanna, usciamo
dalla porta e calziamo direttamente le nostre split. Risaliamo la valle puntando
al ghiacciao e alla cima dell'Olperer, senza avere ben chiaro dove andare.
Nevischia, ma il nostro barometro umano (Marco) ci dice che la pressione aumenta.
A quota 1900 tutte le tracce prosegono sul fondovalle, mentre noi seguiamo
Marco in un canalone verso sud. La coltre di nubi si strappa e si disperde,
lasciando spazio ad un meraviglioso cielo blu. Marco ha sempre ragione (tz...osare
metterlo in dubbio... n.d.webmaster) !!!!
Facciamo traccia in una neve profonda ed inconsistente, già assaporiamo
la discesa. Ognuno ha già deciso le sue traiettorie e dopo una panoramica
e rilassante sosta al colle, a pochi metri dalla cima, ornata da surreali
cornici, ci lanciamo nel canalone alla ricerca della nostra "seconda
stella a destra" senza pensare che domani purtroppo sarà un lunedì