| Monte Visolo (m 2369) |
Gruppo: Orobie
Valle: Valle Borlezza
Provincia: Bergamo
Accesso: autostrada A4 uscita Bergamo direzione valle Seriana - Albino, Ponte Selva, Clusone, Castione della Presolana, Passo della Presolana
Punto di partenza: Hotel des Alpes (m 1171) in Via Donico prima del passo della Presolana
Difficoltà: ottimo snowboarder,
Esposizione: sud
Dislivello: m 1169
Tempo di salita: h 3
Periodo consigliato: gennaio - marzo
Materiale consigliato: ramponi e piccozza
Bibliografia: Scialpinismo nelle Orobie: 80 itinerari - CAI Bergamo - Ed. BOLIS
Cartografia: Kompass 1:50.000 n° 92 "Chiavenna Val Bregaglia"
Altri itinerari dal Passo della Presolana: Pizzo Corzene
SALITA
Attraversare la provinciale che sale al Passo e risalire i prati in direzione nord, sino ad incrociare una strada,
spostarsi a sinistra della valletta boscata e procedere sembre in ambiente
aperto in direzione di una baita. Entrare nel bosco dove si presenta più
rado. A quota 1500 ci si ritrova nuovamente in ambiente aperto. Proseguire
in direzione nord, puntando allo spallone che porta alla vetta. Il pendio
diventa sempre più ripido, fare attenzione al tratto prima di uscire
sulla spalla. Con neve dura si sconsiglia di cadere! Giunti sulla spalla,
risalire lo scivolo verso sinistra che si fa sempre più ripido, sino
ad arrivare in vetta. Mentre vi godete il bellissimo panorama sulla val di
Scalve, pensate che dall'ultimo pendio che avete salito, in concomitanza con
abbondanti nevicate, si stacca regolarmente una slavina di notevoli dimensioni,
che percorre lo scosceso versante est sino ad arrestarsi nel torrente Dezzo,
1500 metri più in basso.
DISCESA
Godetevela. Logicamente lungo l'itinerario di salita
Text und fotos by: Maurizio
Panseri
Gita al cospetto della regina delle Orobie: la Presolana.
Marzo 1994. Stefano ha lanciato il sasso e qualcuno lo ha raccolto. Dopo quattro
mezze giornata passate in pista a capire come scendere con un solo asse sotto
i piedi, eccomi qua in un pomeriggio umido e nebbioso con la mia tavola nuova
fiammante fissata allo zaino, in partenza per il Corzene. Neve sino al polpaccio
in salita (si deve inventare qualcosa!) e numerose cadute in discesa. Per
essere la prima volta non è andata poi tanto male, "forse ma forse"
questo arnese non va poi così male per fare scialpinismo, unico problema:
si deve ricominciare da capo per imparare a stare in piedi.
Febbraio 1995. Freddo. Stupito e solo sulla vetta del Visolo, mi godo la magia
di un momento unico ed irripetibile. Il sole si abbassa lentamente sull'orizzonte,
le guglie della Presolana cambiano colore sino a tingersi di una calda tonalità
di rosso, anche la neve riflette, luccica e si colora. Gli scarponi e gli
attacchi sono ben chiusi, un ultimo sguardo ed inizia la danza che termina
mille metri più in basso, ai piedi di questa meravigliosa pendice.
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| Il massiccio della Presolana, a destra lo scivolo di
neve del Visolo, davanti i pendii sud del Corzene |
Febbraio 2002. Che inverno bizzarro, avvolto dai profumi della primavera,
mi devo caricare lo splitboard sullo zaino, per risalire i prati ed il primo
tratto di bosco, fin sotto la malga Cassinelli. Il sole è già
alto e riscalda l'aria, in piena luce sopra di me è il ripido versante
del Visolo. La neve inizia a scaldarsi quindi piego a sinistra, oltre la malga,
mi infilo nella Valle dell'Ombra. Finalmente il paesaggio diventa invernale!
Risalgo il vallone, mentre lo sguardo si perde sulle rocce della Presolana,
ricordando le numerose vie di salita percorse negli anni su questo grigio
calcare e cercando nuove linee ancora da salire. Arrivato all'ultima conca,
prima del passo di Pozzera, invece che procedere lungo l'itinerario classico,
vorrei risalire l'ampio canalone che incide la rocciosa parete nord del Corzene,
caratterizzato da un torrioncino che lo divide nella parte alta.
La scarsità di neve nella parte terminale mi fa desistere, anche oggi mi ripeto che sarà per la prossima volta. Il primo tratto dalla vetta è un poco pelato, ma dal passo la discesa è da urlo, neve compatta all'ombra e morbida al sole. Nonostante mi debba caricare tutto in spalla negli ultimi 300 m, anche questa volta indubbiamente ne è valsa la pena.
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| in vetta |
Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.