| Piz Zupo (3995 m) |
Sommario: Quasi un 4.000, al cospetto del Bernina, il 4000 più orientale delle Alpi. Cinque metri in meno nulla tolgono a uesto stupendo itinerario d’alta montagna, in ambiente glaciale severo e da non sottovalutare. Impegnativa e a volte con difficoltà alpinistiche è la sezione di seracchi denominata Buch, da percorrersi esclusivamente in buone condizioni d'innevamento e di visibilità; secondo i movimenti del ghiacciaio, in alcuni anni non risulta addirittura percorribile. Visto il notevole dislivello e sviluppo, la gita deve essere affrontata con una buona preparazione fisica, l'eventuale pernottamento alla Capanna Boval, non riduce sostanzialmente l'impegno del secondo giorno.
Gruppo: Retiche - Svizzera - Engadina
Accesso: Colico, Chiavenna, Passo del Maloja, Sant Moritz, Morterasch
Punto di partenza: Morterasch (1896 m)
Difficoltá: ottimo snowboarder alpinista
Dislivello: m 2100
Tempo di salita: h 6.00/8.00
Esposizione: nord
Attrezzatura consigliata: Piccozza, ramponi, imbragatura e corda
Valanghe: Bollettino valanghe
Periodo migliore: marzo - giugno
Bibliografia: Scialpinismo in Svizzera edizioni CAS - CAI; 282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina - Miotti, Selvetti - Ed. GUIDE DALLE GUIDE
Cartografia: CNS 1:50.000 268S "Julierpass"; Kompass 1:50.000 - 93 "Bernina Sondrio"
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| tracciare in coppia... |
Text & Fotos by: Maurizio Panseri
start snowboard alpinismo quota 4000
start snowboard alpinismo
"Ma perchè dunque eravamo noi soli a contemplare tanta meraviglia? oh s'io avessi potuto trasportarvi lassù tutti tutti quanti, o voi che marciate nelle brume delle città! Te, sopratutto, lugubre impiegato, che ogni giorno, alla stessa ora, vedevo entrar nel ristorante e sedere al primo tavolo per farvi la solita partita a scacchi. Salutavi il compagno, accendevi il sigaro e la partita cominciava. Essa durava più di un'ora senza che venisse pronunciata una sola parola. E questo ogni giorno della vita! ... Pietà per te, povero disgraziato! Non avevi pensato mai alle regioni luminose che brillano sopra le nebbie? Quanta immensa riconoscenza noi dobbiamo a coloro che ci han fatto conoscere le montagne e le loro meraviglie ... Un vento leggero ci scosse dal nostro incantesimo"
29 dicembre 1910 - Riflessioni di Marcel Kurzdurante il primo periplo sciistico dell'intero massiccio del Bernina
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| Al cospetto della mitica Biancograt |
Sono passati quasi cent'anni da allora ma le sensazioni che ispirano le grandi montagne invernali restano immutate. Anche oggi, ubriaco di tanta bellezza, io piccolo ed insignificante essere, mi ritengo fortunato di vivere giorni tanto radiosi e sempre meno comprendo il frenetico umano formicolare, che mi lascio alle spalle ogni volta che salgo quassu. A volte il pensiero va a chi mi ha preceduto ed alle sottili affinità che ci uniscono, il medesimo modo d'incantarsi, affascinati dalla grandezza della natura e dello spettacolo che ogni volta ci offre con disinteresse, la medesima voglia di cogliere l'attimo, tentando inutilmente di rendere l'effimero eterno ... "Guizzando tra gli abissi azzurri delle crepacce ... Folli di gioia filavam come pazzi ... Ben in alto, una pennellata di rosa si stemperava dolcemente sulla cupola del Bernina ..."
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| Buch, nel ventre del ghiacciaio... |
SALITA
Da Morterasch procedere lungo una stradina sino al fronte del ghiacciaio, rimontarlo e proseguire seguendo i segnavia della discesa in fuoripista dalla stazione funiviaria del Diavolezza. Dopo avere pedalato per alcuni km ed avendo guadagnato pochissimo dislivello, lasciata la capanna Boval alla propria destra, in alto oltre la morena, abbandonare (quota 2473) il tracciato di discesa proveniente dalla Vadret Pers (Diavolezza) ed in direzione sud portarsi al centro della Vadret Morterasch, puntando alle grandi ed impressionanti seraccate che scendono a sinistra del Bernina. Poco dopo portarsi verso sinistra verso i bastioni rocciosi che sostengono la Fortezza. Costeggiare la bastionata risalendo un ripido vallone glaciale, da quota 2627 a quota 3087. Ora si inizia a ballare tra le seraccate del Buch, questo è il punto più critico ed a volte impercorribile. Soprattutto in assenza di tracce si consiglia di procedere in cordata, sarò giocoforza attraversare una serie di crepacci, a volte poco visibili, costeggiandoli e superandoli su ponti di neve. Dall'isolotto roccioso (quota 3087) spostarsi in leggera discesa verso destra ai piedi di uno sperone roccioso e poi dominati da seraccate incombenti attraverso le quali individuare il migliore percorso di salita. Giunti nei pressi della quota 3235 si deve procedere lungo un altro pendio ripido e crepacciato, er poi portarsi a destra, nell'ampio vallone glaciale che conduce verso il Cresta Guzza. Prestare attenzione ai numerosi crepacci trasversali, prima del colle, nei cui pressi sorge il rifugio Marco e Rosa, da dove si transita per salire al Bernina, piegare a sinistra. Rimontare le seraccate che sostengono il corridoio che conduce alle terrazze di Bellavista ed entrare nell'ampio vallone che conduce al colle tra Argient e Zupo. Giunti al colle (m 3851) salire verso sinistra per cresta nevosa e rocciosa sino alla vetta, è possibile salire anche al Piz Argient (m 3945).
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| Verso la Cresta Guzza... |
DISCESA
Lungo l'itinerario di salita.Prestare molta attenzione nelle sezioni seraccate e crepacciate.
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| Danzando nella polvere... |
Informarsi sul pericolo di valanghe prima di partire. Portare l´attrezzatura da valanga e l´Arva. Bike & Board non risponde di incidenti.